Taormina e Castelmola insieme per “cercare” l’acqua
In tempi di difficoltà le amministrazioni locali sono chiamate a fare quadrato, a lavorare insieme, per superare i problemi e garantire alla collettività i beni essenziali. E tra questi c’è l’acqua che, negli ultimi tempi, è diventata sempre più il prezioso liquido.
Taormina e Castelmola provano a ragionare insieme. Il sindaco della città del Centauro Cateno De Luca ha già fatto sapere di voler avviare dei saggi geognostici alla sorgente di Contrada Sifone, fonte di proprietà dei comuni di Giardini Naxos e Taormina, come attesta un atto notarile del 1891, per individuare ulteriori risorse idriche. Da Taormina arriva anche l’acqua a Castelmola che il comune paga a Siciliacque. Una operazione, però, che appare complessa e per questo motivo si studia l’alternativa.
De Luca lo scorso 5 agosto ha scritto al collega sindaco di Castelmola Orlando Russo proponendo l’adozione di un piano operativo con l’attuazione di un cronoprogramma, la definizione di un piano di spesa e la stipula di una apposita convenzione tra i due comuni. L’obiettivo è avviare la ricerca di sorgenti in tutto il territorio del comprensorio e, soprattutto, in quello dei comuni che fanno parte dell’Unione Naxos Taormina. Si spera, così, di aumentare la disponibilità di acqua per garantire continuità nel servizio idrico. Un progetto che guarda al futuro, in un contesto che non fa ben sperare.
La proposta è stata accolta di buon grado dal sindaco Russo: “Al di là del colore politico – ha dichiarato il primo cittadino di Castelmola – di fronte alle difficoltà abbiamo il dovere di lavorare per il bene delle nostre comunità.”






