Zona falcata contaminata. Ci sono idrocarburi e diossione. Mega: “Adesso idee chiare per la bonifica”
Dal grande acquario dello Stretto al rilancio della Real Cittadella. I progetti per la zona falcata non mancano. Ma prima di tutto la bonifica di un’area altamente inquinata, perchè negli anni è stata insediamento di attività industriali. L’allarme lanciato nei mesi scorsi trova conferma nello studio redatto dall’Università di Messina e presentato questa mattina. Un’attività di analisi che ha portato a definire i materiali contaminanti presenti nella zona. 177 i campioni di suolo presi in esame, 25 di acqua sotterranea a 30 di sedimenti marini. 15mila le determinazioni analitiche per suolo e sottosuolo, 2 mila per le acque sotterranee e 2.500 per i sedimenti marini. Ma cosa c’è nei terreni della zona falcata?
Le analisi svolte negli ultimi due anni hanno fatto emergere la presenza di metalli sullo strato più superficiale del sito e idrocarburi e diossine di vario genere nel suolo più profondo.







