Vigili del Fuoco, la FISI attacca il Dipartimento: “Messina non è a carenza zero, mobilità da rettificare”
La FISI Vigili del Fuoco di Messina denuncia quella che definisce una grave incongruenza nella procedura di mobilità nazionale per i ruoli di Capo Squadra e Capo Reparto non specialisti. Secondo il sindacato, la nota ministeriale del 17 luglio scorso, che non individua alcuna posizione carente per il Comando provinciale di Messina, non rispecchierebbe la reale situazione dell’organico e rischierebbe di aggravare le difficoltà operative del territorio.
Per la segreteria provinciale della FISI il dato è in aperta contraddizione con la documentazione interna dello stesso Comando, che evidenzierebbe invece una significativa carenza di personale qualificato. Una situazione che, sottolinea il sindacato, penalizza innanzitutto i vigili del fuoco originari del Messinese, impossibilitati a rientrare in sede nonostante anni di servizio lontano dalla propria famiglia.
La mancanza di Capi Squadra e Capi Reparto, prosegue la FISI, costringe il personale in servizio a sostenere carichi di lavoro sempre più pesanti per garantire il dispositivo minimo di soccorso, facendo ricorso anche a soluzioni straordinarie per coprire i turni.
Il sindacato ricorda inoltre la particolare complessità del territorio messinese, caratterizzato da elevati rischi sismici e idrogeologici, dalla frequenza degli incendi boschivi e dalla gestione dei distaccamenti delle Isole Eolie, elementi che rendono indispensabile un organico adeguato e stabile.
La protesta non riguarda soltanto Messina. La FISI evidenzia criticità analoghe anche nei Comandi di Palermo, Cosenza, Reggio Calabria, Caserta e Vercelli, sostenendo che la gestione della mobilità nazionale stia ignorando le effettive esigenze operative di numerose sedi sul territorio italiano.
Per questo il sindacato chiede l’immediata rettifica della procedura di mobilità e l’apertura di un confronto tecnico con il Dipartimento dei Vigili del Fuoco. In assenza di risposte concrete, la FISI annuncia di essere pronta ad avviare lo stato di agitazione e ulteriori iniziative di mobilitazione a tutela del personale e dell’efficienza del servizio di soccorso.








