VIDEO| Tre arresti per la tentata estorsione a Fondo Fucile. Cellulari in carcere e ragazzini per minacciare
Il procuratore Capo Antonio D’Amato: “Mafia cambia pelle, non cambia obiettivi. Massima attenzione e vigilanza sui pubblici appalti”
MESSINA. Un ragazzino che si avvicina con un cellulare ai responsabili del cantiere per fare da “intermediario” ai mafiosi che, in videochiamata dal carcere, chiedono un “pizzo” da 250 mila euro. Così la criminalità organizzata ostenta ancora la sua prepotenza sul territorio della città dello Stretto. Il finanziamento “puntato” era quello per la costruzione di palazzine di edilizia residenziale pubblica a Fondo Fucile, una zona liberata da baracche. La denuncia immediata del responsabile dell’impresa Gaetano Vecchio ha consentito l’avvio immediato delle indagini e, nelle scorse ore, sono scattati gli arresti.
I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Messina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Messina – su richiesta della Direzione Distettuale Antimafia – nei confronti di un 39emme e di un 33enne. Si tratta dei due soggetti apparsi nelle videochiamate, già detenuti nelle case circondariali di Palermo e Agrigento. Arrestato anche un 24enne, già ai domiciliari. Quest’ultimo sarebbe andato nel cantiere di Fondo Fucile prima del minorenne, sempre per fare arrivare la richiesta estorsiva. Per quanto riguarda il ragazzo, le procedure sono in corso al competente Tribunale dei Minori.
A vario titolo i reati contestati sono: “tentata estorsione”, “accesso indebito a dispositivi ideonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti”. Il tutto aggravato dal metodo mafioso.
Il procuratore Capo Antonio D’Amato durante la conferenza stampa ha parlato di una mafia che “cambia pelle” ma continua ad avere lo stesso interesse per i soldi che arrivano per il finanziamento di lavori pubblici. Definito preoccupante anche il fatto che all’interno delle case circondariali, i detenuti abbiano a disposizione cellulari di ultima generazione. Altro aspetto rilevante è l’arruolamento di giovanissimi per le azioni mafiose.







