VIDEO| La riforma degli istituti tecnici indebolisce la scuola pubblica e penalizza studenti e personale. Sit-in in piazza Unione Europea
7 maggio 2026 – Giornata di mobilitazione con lo sciopero nazionale proclamato dalla Flc-Cgil rivolto a tutto il personale docente, dirigente scolastico e Ata in servizio nell’istruzione tecnica. La protesta è stata indetta per chiedere il rinvio della riforma dell’istruzione tecnica e l’apertura di un confronto reale con il mondo della scuola e con le parti sociali.
In occasione dello sciopero, la Flc-Cgil e la Rete degli studenti medi di Messina hanno tenuto un sit-in in Piazza Unione Europea.
La Flc-Cgil esprime forte preoccupazione per la riforma degli istituti tecnici predisposta dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. La Flc evidenzia come il provvedimento comporti: un taglio complessivo di ben 576 ore nel quinquennio, una riduzione significativa delle discipline di base, un aumento della frammentazione dei percorsi.
“La riforma – osserva la segretaria generale della Flc di Messina, Patrizia Donato – nasce con l’obiettivo dichiarato di “avvicinare la scuola al mondo produttivo”, ma lo fa sacrificando la qualità dell’istruzione, la solidità culturale dei curricoli e la tenuta degli organici. L’eliminazione del biennio unitario, caratteristica unica negli istituti tecnici, l’eccesso di flessibilità affidato alle scuole e la spinta verso modelli formativi costruiti sulle esigenze delle imprese rischiano di produrre percorsi disomogenei, privi di una reale coerenza nazionale”.
Per la Flc, preoccupa inoltre l’assenza di un quadro chiaro sulle classi di concorso e sulle ricadute occupazionali: senza un decreto attuativo completo, le scuole non possono programmare e i docenti non possono conoscere il proprio futuro professionale. Vengono sottratte materie come geografia e seconda lingua comunitaria, eppure la riforma dichiara l’intento di rafforzare il turismo. Si fa un gran parlare di discipline STEM, ma le ore dell’ambito scientifico sono dimezzate e l’ambito matematico viene falcidiato. Sia il settore economico che quello tecnologico vedono ridursi drasticamente materie di indirizzo fondamentali come diritto ed economia.
“Facilmente si comprende – evidenzia Donato – che vengono sacrificati posti di lavoro ma, soprattutto, si mortifica il diritto alla formazione di studenti e studentesse. La Flc-Cgil lotta da tre anni contro questo disastro annunciato, con una azione di contrasto lunga e pervicace, fatta di documenti, audizioni al Senato, audizioni al Ministero, convocazioni congiunte del comparto scuola e dirigenziale, fino a giungere alla denuncia del pasticcio emerso nella fase di definizione degli organici per il prossimo anno scolastico”.
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