Viadotto Ritiro. Stipendi arretrati e cantiere deserto. Ci risiamo! La Uil lancia l’allarme

Ancora problemi per il cantiere della messa in sicurezza del viadotto Ritiro sulla tangenziale di Messina. Lavoratori da tre mesi senza stipendio. La Uil si appella al prefetto per quella che è l’ennesima opera incompiuta del territorio. “La Toto costruzioni, azienda appaltatrice dell’opera – denuncia il sindacato – ha abbandonato il cantiere dove non è presente nessuno dei circa 30 operai che sulla carta sono in teoria impegnati per la realizzazione dell’importante opera. In questo quadro già fosco – si legge in un comunicato – dobbiamo denunciare che tutti i lavoratori della Toto costruzioni attendono la corresponsione di ben tre mensilità arretrate: una situazione indecente e vergognosa che sta letteralmente mettendo a serio rischio la sopravvivenza di tutti i lavoratori e delle loro famiglie. Inoltre, riguardo i vecchi stipendi accreditati parecchi mesi fa, dobbiamo denunciare la grave incongruenza degli importi dei versamenti effettuati in cassa Edile rispetto a quanto effettivamente dovuto”. All’attacco Ivan Tripodi, segretario generale della Uil Messina, e Pasquale De Vardo, segretario generale Feneal Uil Tirrenica.

“In questo quadro – proseguono i sindacalisti – è assurdo e colpevole il connivente silenzio del Consorzio per le autostrade siciliane, committente dell’opera. Proprio al Cas chiediamo che, in tempi rapidissimi e ai sensi della normativa vigente, proceda a sostituirsi alla Toto costruzioni nel pagamento degli stipendi dei lavoratori. In tal senso, rivolgiamo, ancora una volta, un appello alla collaudata e fattiva sensibilità della Signora Prefetto di Messina Cosima Di Stani al fine di assumere ogni iniziativa utile finalizzata alla rapida risoluzione della problematica sociale che coinvolge i lavoratori, nonché per dare risposte alla collettività stanca ed attonita nell’assistere alla realizzazione dell’ennesima opera incompiuta. E’ del tutto evidente che, in mancanza di sostanziali novità, assumeremo, a stretto giro, le più idonee iniziative di mobilitazione e di lotta accanto alle maestranze coinvolte in questa scabrosa vicenda” hanno così concluso Ivan Tripodi e Pasquale De Vardo.

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