“Una storia di baffi” ai Magazzini del Sale. Spettacoli sabato e domenica
La stagione teatrale ai Magazzini del Sale prosegue in questo mese di aprile con lo spettacolo “Una storia di baffi” scritto e diretto da Domenico Cucinotta, interpretato dallo stesso Cucinotta e da Mariapia Rizzo, aiuto regia Gabriella Cacia. Lo spettacolo ha debuttato nel novembre 2023 a Firenze al Teatro di Cestello; ed a Firenze tornerà, questa volta al Teatro delle Spiagge il 19 e 20 aprile. Ultima tappa della breve tournée di quest’anno, che ha compreso anche il teatro Rosso di San Secondo a Caltanissetta, sarà Pomigliano, nel cartellone di Itaca Colonia Creativa.
Ma lo spettacolo è nato sulle tavole dei Magazzini del Sale, e dunque qui nella loro “casa creativa” Cucinotta e Rizzo attendono il loro pubblico.
Lo spettacolo si svolgerà sabato 13 aprile alle 21,00 e domenica 14 aprile alle 18 e 30.
E’ necessaria la prenotazione (preferibilmente tramite messaggio whatsapp) al 339 5035152.
I Magazzini del Sale si trovano il via del Santo 67 a Messina.
“UNA STORIA DI BAFFI”
Un uomo decide, dopo averli portati per tutta la vita, di radersi baffi, correndo così il rischio di cambiare in modo significativo il proprio aspetto consueto e familiare ad i suoi affetti. Trepidante, è in attesa della reazione della amata moglie, degli amici, dei colleghi. Ma la reazione non arriva. Anzi, nessuno sembra ricordare che egli abbia mai avuto dei baffi, perciò nessuno nota il cambiamento, che pure l’uomo aveva considerato epocale ed al quale, forse inconsciamente, affidava la prima pagina di un nuovo capitolo di sé. Il mancato riconoscimento di questo cambiamento genera una catena di tensioni, malumori e sospetti che, innescando la trama, precipitano verso un finale sorprendente
.Nella vita di una tranquilla e ben affiatata coppia si insinua dunque, a causa di un piccolo dettaglio, l’ombra di un equivoco. Il sospetto di uno scherzo crudele mina il sereno scorrere della quotidianità. Eppure non si tratta di un equivoco ne’ tanto meno di uno scherzo. Il veleno che si insinua tra le crepe di un quieto esistere è qualcosa di più infido: è un guasto, un orribile guasto che distorce irrimediabilmente la visione di sé stessi e dell’altro. E non solo. Ogni dettaglio dell’esistenza sfuma i propri contorni, si intride di dubbio, ogni cosa è possibile ed al contempo non lo è. Gli affetti più cari potrebbero essere il nemico.
E tutto per un solo, piccolo dettaglio che sposta la bilancia del reale e sfalda le fondamenta su cui abbiamo costruito la nostra esistenza per precipitarci nell’incertezza: le sicurezze si ribaltano, sfuggendoci come la sabbia da un settore all’altro della clessidra e noi stessi sembriamo sgretolarci mentre tutto il nostro mondo diventa sfocato e nulla più ci appartiene se non la sensazione che quando un ingranaggio si guasta nulla potrà più tornare come prima.








