10 Luglio 2026Saverio VitaCultura ed Eventi

Una storia che ci riguarda. L’Odissea di Christopher Nolan

L’attesa è finita: il 16 luglio anche nei cinema di Messina sbarcherà Odissea, l’ultimo, colossale sforzo cinematografico di Christopher Nolan, interamente girato in IMAX. Dopo aver esplorato i confini dello spazio con Interstellar, la mente umana con Inception e reduce dal grande successo di Oppenheimer, il regista britannico piega il tempo per raccontare il viaggio più antico e formidabile della storia dell’umanità, in una pellicola della durata di quasi tre ore.

Per la nostra città, tuttavia, questo non è solo l’ennesimo blockbuster hollywoodiano. C’è qualcosa di profondamente intimo nel vedere il poema omerico tradotto sul grande schermo: dopotutto, le peripezie di Ulisse toccano da vicino le acque che scorrono proprio sotto i nostri occhi, e già sappiamo dal trailer che una scena sarà tutta dedicata proprio allo Stretto.

Il momento più atteso per il pubblico messinese è, inevitabilmente, il passaggio ravvicinato con i mostri marini che la leggenda colloca proprio tra Capo Peloro e Scilla. Nolan non deluderà le aspettative, offrendo una sequenza che promette di essere tra le più impressionanti a livello visivo dell’intera pellicola.

Scilla e Cariddi non avranno sembianze antropomorfe (quelle con le quali le vediamo scolpite ai piedi del Nettuno, nella statua di Montorsoli che domina il nostro porto dal Cinquecento) per essere rappresentate in modo più aderente al poema. Senz’altro questo accadrà per Cariddi, che nel trailer viene raffigurata come un vortice che ingoia tutto ciò che le passa accanto.

In certo senso, aspettavamo questa scena dal 1968, l’anno del famosissimo e intramontabile sceneggiato RAI con Bekim Fehmiu e Irene Papas. In questa miniserie non era stato possibile inserire una scena che riguardasse i due mostri dello Stretto perché, a detta di quel Mario Bava che aveva compiuto l’impresa di mettere in scena Polifemo quasi sessant’anni fa, sarebbe stato troppo complicato.

L’Odissea di Nolan quindi per noi messinesi, che con quel mare e quel mito conviviamo ogni giorno, è un appuntamento con la nostra stessa storia, riscritta da uno dei più grandi visionari del cinema contemporaneo. Non resta che sedersi in sala e lasciarsi naufragare, lasciando perdere le lunghe polemiche che hanno preceduto l’uscita di questa pellicola.

Saverio Vita
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