Un uomo violento, i precedenti, il braccialetto elettronico mancante. Gli inquietanti particolari di un “delitto annunciato”
MESSINA. Il femminicidio si sarebbe consumato nella tarda serata di lunedì 9 marzo. La ricostruzione del delitto di via Lombardia rivela, col trascorrere delle ore, drammatici particolari. Daniela Zinnanti sarebbe stata accoltellata a morte circa 24 ore prima rispetto a quando la figlia, al settimo mese di gravidanza, è entrata in casa scoprendo il cadavere. L’uomo che ha confessato, Santino Bonfiglio, era un ex che non aveva accettato la fine della relazione. Un copione già tristemente noto. Dalle indagini emerge, intanto, un quadro inquietante: il 67enne si trovava già agli arresti domiciliari per aver aggredito la donna in passato, ma non indossava il braccialetto elettronico disposto dal GIP a causa della mancanza di dispositivi disponibili. Bonfiglio avrebbe lasciato la propria abitazione a Bisconte per raggiungere a piedi via Lombardia con un coltello in tasca, arma poi recuperata dalla polizia in un cassonetto. Mentre la Procura coordina gli accertamenti su un rapporto segnato da violenze e denunce, i familiari della vittima parlano di un “femminicidio annunciato”, ricordando come avessero più volte tentato inutilmente di proteggere la sorella dall’ennesimo ritorno di un uomo che, in passato, l’aveva già mandata in ospedale con ferite anche serie.








