14 Marzo 2026Francesco PellegrinoSport

Un pizzico di Messina nell’impresa dell’Italia al WBC: il prima base Andrew Fischer ha origini barcellonesi

C’è un po’ di Messina nella splendida avventura della Nazionale italiana di baseball, che sta facendo sognare l’intero Bel Paese nel WBC (World Baseball Classic) 2026, la sesta edizione del campionato mondiale di pallabase che si sta disputando tra Giappone, Porto Rico e Stati Uniti. Una rassegna iridata sin qui sorprendente e già di per sé storica, contraddistinta dagli ottimi risultati ottenuti dalla selezione azzurra, tra cui l’impronosticabile successo al “Daikin Park” di Houston contro il “Dream Team” USA dello scorso 11 marzo e la qualificazione ai quarti di finale da primi del girone (e imbattuti, come mai nessuna formazione europea era riuscita a fare prima d’ora), in programma contro i padroni di casa di Porto Rico questa sera alle ore 20:00.

Un’avventura appassionante, che affonda le proprie radici in epoche lontane, fatte di lunghi viaggi e di storie simili, nonostante le varie – inimitabili – differenze. Una Nazionale, quella italiana, figlia di quelle famiglie emigrate negli Stati Uniti e in Canada tra la fine dell’800 e l’inizio del ’900 in cerca di miglior fortuna, e di una prole che ha scelto di vestire la divisa azzurra, dandole lustro tra caffè espresso condiviso nel dugout a ogni fuoricampo, gesti scaramantici e tanto senso di appartenenza.

Un roster di alto livello quello a disposizione del manager Francisco Cervelli, il quale, approfittando altresì delle larghe maglie del regolamento del WBC, ha potuto attingere in maniera piuttosto significativa alla sezione degli “oriundi”. Infatti, sui trenta giocatori convocati per la competizione, solo tre sono nati e cresciuti in Italia: si tratta di Samuele Aldegheri (attualmente in forza ai Los Angeles Angels), Gabriele Quattrini (Hotsand Macerata Angels) e Claudio Scotti (Parma Baseball). Il resto della rosa è composto da elementi del calibro di Zach Dezenzo, Sam Antonacci, Vinnie Pasquantino (capitano della selezione), Jac Caglianone, Aaron Nola (lanciatore partente nel roboante 9-1 inflitto al Messico) e Jon Berti: giocatori con cognomi che rimandano a vicende di un passato letto e riletto sui libri di storia.

Tra i giocatori più interessanti dell’organico tricolore vi è, senza dubbio, la giovane promessa Andrew Fischer, prima base dei Milwaukee Brewers, che nella scorsa stagione è stato uno dei principali prospetti del Major League Baseball Draft, il meccanismo primario per l’assegnazione di giocatori dilettanti alle squadre della Lega, stabilito dal posizionamento in classifica dell’annata precedente. Il classe 2001, autore del primo fuoricampo azzurro nella seconda sfida del raggruppamento contro la Gran Bretagna, secondo una ricerca condotta da Marco Landi (membro della FIBS) e da Michele Gallerani (giornalista di Sky Sport) e pubblicata sul sito della Gazzetta dello Sport, è il bisnipote di Angelo Mazzeo, nato nel 1889 a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, la cui famiglia si è successivamente stabilita in New Jersey. Le origini italiane del giovane Fischer si intravedono anche nell’artistico tatuaggio sul braccio sinistro, raffigurante i due italo-americani più celebri dello Stato: Frank Sinatra e Bruce Springsteen.

Un lieve pizzico di origine peloritana rende, in minima parte, Messina co-protagonista di un percorso sportivo che lega oltre 170 anni di storia italiana: un cammino entusiasmante che gli Azzurri vorranno cercare di continuare fino in fondo. Appuntamento alle ore 20:00: in palio c’è il primo ticket assoluto per la semifinale del WBC, un traguardo mai raggiunto dall’Italia del baseball.

(Foto: volswire-eu.usatoday.com; SportParma.com – Rob Tringali; MLB)

Francesco Pellegrino
Francesco Pellegrino
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