Un dissalatore alla “Ex Sanderson”, nuova proposta per l’area abbandonata dalla peggiore politica
MESSINA. Migliaia di metri quadrati dimenticati, per il momento senza futuro. Clamorosamente priva di progetti l’area ex Sanderson di Messina, tra i villaggi di Tremestieri e Contesse. L’ex fabbrica di prodotti derivati dagli agrumi, fiore all’occhiello del “made in Messina”, chiusa nei primi anni 90, è una distesa di capannoni abbandonati e devastati dall’incuria. La competenza è della Regione Sicilia, nello specifico del suo Ente satellite: l’Esa.
L’Ente di Sviluppo Agricolo rilevò l’azienda quando era ormai in declino nel tentativo disperato di salvare attività e posti di lavoro. Una storia messinese, ormai dimenticata da tutti. E la “nuova” proprietà è sempre stata assente. Basta guardare i luoghi che avrebbe dovuto gestire.
L’ultima idea progettuale fu quella di una cittadella fieristica con padiglione per i convegni a forma di delfino e annesso porticciolo turistico. La Regione aveva anche avviato le procedure per un concorso di progettazione. Oggi sono stati “definanziati” i circa 4 milioni di euro previsti facendo registrare un altro nulla di fatto. E peraltro il progetto non era gradito ad un comitato locale che chiedeva, e chiede, maggiore partecipazione nei processi decisionali.
La Ex Sanderson rimane così ostaggio della burocrazia e di una mancanza di volontà politica clamorosa. E mentre l’area resta terra di nessuna – incendi, presenza di rifiuti speciali e sequestri giudiziari, ne hanno caratterizzato la storia – ecco farsi strada un’altra proposta, avanzata dal consigliere comunale Raffaele Rinaldo: realizzare lì, un una porzione della ex complesso produttivo, un dissalatore per risolvere il problema della carenza idrica a Messina. Aree verdi nel resto dell’area disponibile. Potrebbe essere un’opera compensativa legata alla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina. La questione sarà proposta giovedì in commissione a Palazzo Zanca.








