Un buon Messina beffato nel finale: è 2-2 contro il Potenza
Esordio con rammarico per il Messina: il Potenza riagguanta la pratica nei minuti di recupero, negando in extremis la vittoria alla compagine biancoscudata e replicando il medesimo risultato dell’ultimo precedente.
In un “Franco Scoglio” più silenzioso del solito (dato il forte clima di contestazione) il Messina prepara la propria gara d’esordio contro il Potenza di mister Pietro De Giorgio, proveniente dal doppio passaggio di turno nella Coppa Italia di categoria.
Mister Giacomo Modica opta per un solido 4-5-1: fra i pali confermato Curtosi, autore di una buona prestazione in quel di Crotone; difesa composta dalla coppia Manetta – Rizzo, col supporto sugli esterni di Ortisi a sinistra e di Lia a destra; le chiavi del centrocampo affidate a Frisenna, Garofalo ed Anzelmo, sulle fasce si punta all’offensiva con l’inserimento degli esordienti Pedicillo (a sinistra) e Di Palma (a destra); unico riferimento offensivo costituito dalla rapidità di Anatriello.
Il 4-3-3 del Potenza vede fra i pali Cucchietti (in sostituzione di Alastra); in difesa schierati Novella, Sciacca, Verrengia e Burgio; a centrocampo figurano i nomi di Felippe, Erradi e Castorani, mentre il tridente offensivo si compone dalla velocità e dall’imprevedibilità di D’Auria, di Rossetti (preferito a Firenze in sostituzione a Di Grazia) e dell’ex Caturano.
Il primo tentativo è di marca potentina: al quinto minuto proprio Caturano conclude verso la porta di Curtosi, che blocca la sfera. Ci prova anche il Messina con Frisenna, cui tentativo da fuori area viene respinto dalla difesa rossoblù. All’undicesimo minuto Manetta viene ammonito, causando lo spostamento di Anzelmo a sostegno della retroguardia nel nuovo 4-1-4-1. Ancora Caturano fallisce la possibilità del vantaggio, il Messina risponde con Pedicillo. Al ventottesimo minuto Curtosi salva su Rossetti, ma sugli sviluppi dell’angolo successivo Caturano svetta su tutti (anche su Curtosi stesso, cui uscita risulta imperfetta) portando in vantaggio il Potenza. I giallorossi tentano subito la reazione, in ordine con Garofalo ed Anatriello. L’ultima emozione del primo tempo è una parata di Curtosi su una traiettoria velenosa indirizzata verso lo specchio della porta.
Il secondo tempo inizia subito col botto per i peloritani. Nel giro dei primi dieci minuti un “uno-due” terribile sull’asse Pedicillo – Anatriello ribalta la gara: l’attaccante di proprietà del Bologna è bravo a farsi trovare pronto sul primo palo in occasione della rete del pareggio e, successivamente, a smarcarsi dalla coppia difensiva lucana per portare in vantaggio la formazione locale. Pedicillo cerca ulteriore gloria ma Cucchietti è bravo a bloccare la rasoiata, al sessantanovesimo invece Anatriello trova la via della tripletta ma la posizione viene giudicata irregolare. Garofalo anticipa tutti sul primo palo e conclude sull’esterno della rete a cinque minuti dal novantesimo minuto. Al quarto minuto di recupero l’episodio che cambia la partita: Manetta, già ammonito, ferma fallosamente l’offensiva di Schimmenti, venendo punito con il cartellino rosso; sulla punizione successiva il cross di Firenze è perfetto per la testa di Verrengia, che trafigge Curtosi ed inchioda il match sul definitivo 2-2.
Il Messina non riesce ad interrompere la maledizione: sono otto gli anni consecutivi senza successo nella gara d’esordio. Un pareggio che fa male per come arrivato, ma che non scalfisce la prestazione volenterosa messa in campo dagli interpreti.
È (spiacevolmente) difficile centrare interamente il focus su quanto visto ieri sera: i problemi della dimensione calcistica dell’ACR Messina rimangono tanti nonostante la bontà della prova fornita sul terreno di gioco. La speranza è quella che possa essere trovata, al più presto, una soluzione che possa ricongiungere l’intera tifoseria alla squadra: un rapporto di reciproca vicinanza, di cui ambe le parti hanno davvero bisogno.








