Torre Faro, Capitaneria sequestra 6 kg di pesce ad anziano pescatore. Il villaggio lo difende: “Vende da una vita, sanzione ingiusta”
MESSINA. Blitz della Capitaneria di Porto a Torre Faro, sequestrate due cassette di pesce, per un totale di 6kg, poste in vendita da un anziano pescatore del luogo. Le regole che disciplinano la vendita del pescato certamente vanno rispettate, ma l’episodio ha suscitato polemiche tra i residenti del villaggio che considerano anche la sanzione economica comminata un’esagerazione.
“Per Torre Faro – si legge su Torre Faro blog, pagina web che ha rilanciato in rete le lamentale locali – questo non è un semplice pescivendolo, ma un punto di riferimento: ogni giorno, all’alba, con dedizione e passione, garantiva pesce fresco e locale a prezzi popolari, offrendo un servizio alternativo e sostenibile che da anni integrava con discrezione la vita del quartiere.
L’anziano pescivendolo trovava nella sua attività quotidiana uno stimolo per iniziare la giornata, come molti anziani legati alla terra o al mare. Ora, a seguito del sequestro e della multa, sarà costretto a interrompere un’abitudine che dava senso alle sue giornate. Chi lo conosce teme che possa risentirne o, come si suol dire, possa farne una malattia”.
Il blog, che rappresenta una parte dei residenti di Torre Faro, sottolinea inoltre come siano ancora “sotto attacco” le tradizioni del borgo.
“Pur riconoscendo la necessità del rispetto delle leggi – in questo caso quelle che regolano la vendita ambulante di prodotti ittici – molti cittadini si interrogano sul senso di un intervento così duro in una realtà dove l’attività del pescivendolo non interferiva con alcun esercizio commerciale esistente.
L’impressione, condivisa da diversi abitanti del borgo, è che ancora una volta le istituzioni colpiscano i più deboli, ignorando il valore delle tradizioni locali, delle piccole storie quotidiane che rendono viva una comunità”.








