Tari in aumento nel 2025: cresce la differenziata ma la Sicilia resta tra le regioni più care
A Messina la Tari continua a salire. Nel 2025 la tariffa per la gestione dei rifiuti si attesta sui 331 euro a famiglia, con un aumento di 4,3 euro rispetto all’anno scorso. Un rincaro contenuto ma comunque significativo, che arriva mentre in città diminuisce la produzione pro capite di rifiuti — scesa a 436,4 kg — e la raccolta differenziata, secondo gli ultimi dati ufficiali del 2023, si ferma al 55,4%. Una soglia che, secondo l’amministrazione, sarebbe già stata superata: il sindaco parla infatti di un dato aggiornato che raggiungerebbe il 61%.
Il trend locale si inserisce in un quadro nazionale in cui le tariffe continuano ad aumentare nonostante i progressi nella differenziata. Secondo il recente dossier “Rifiuti urbani” di CittadinanzAttiva, nel 2025 la spesa media italiana per la gestione dei rifiuti raggiunge i 340 euro, con un incremento del 3,3% rispetto al 2024. Le tariffe crescono in quasi tutte le regioni — tranne Molise, Valle d’Aosta e Sardegna — e in 95 capoluoghi su 110.
La Sicilia rimane tra le regioni più care del Paese: una famiglia spende in media 402 euro, con un aumento del 3,1% rispetto allo scorso anno. Peggio fanno solo Puglia (445 €) e Campania (418 €). All’opposto, le regioni più economiche sono Trentino-Alto Adige (224 €), Lombardia (262 €) e Veneto (290 €).
Sul fronte ambientale, la raccolta differenziata nazionale continua a crescere e nel 2023 ha toccato il 66,6% dei rifiuti prodotti. Il divario territoriale però rimane evidente: il Nord sfiora il 73%, il Centro si ferma al 62%, mentre il Sud — Sicilia compresa — resta indietro con una media del 59%. L’Isola, in particolare, si attesta al 55,2%, confermando una distanza che pesa anche sulle tasche dei cittadini.








