Studentati a 10 piani, l’allarme di Raffaella Spadaro: “Zona Boccetta è a rischio idrogeologico”
L’ambientalista ha inviato una pec al sindaco. “Attenzione a permessi, altezza dei palazzi e variazioni al piano regolatore”. In Consiglio Comunale intanto dubbi su un voto particolarmente “pesante” per eventuali conseguenze legali. Il Pd Alessandro Russo esprime forti dubbi sull’operazione.
MESSINA. Necessari ulteriori approfondimenti tecnici per dare l’eventuale via libera alla realizzazione di tre imponenti edifici progettati con lo scopo di ospitare studenti fuori sede. Il Consiglio Comunale, riunitosi mercoledì scorso, ha rinviato la trattazione dell’argomento alla competente commissione consiliare. In quella sede saranno forniti ulteriori dettagli tecnici relativi ai nuovi “studentati” programmati nel contesto dell’operazione edilizia “Zanclon”. I palazzi dovrebbe sorgere dietro il liceo Archimede, in via Catania e a Minissale offrendo a chi studia a Messina circa 1800 nuovi posti letto. Ma per procedere occorre “mettere mani” al piano regolatore perché la città vedrebbe sorgere edifici anche di 10 piani, attualmente il massimo consentito è 6. La Zanclon non intende certo perdere un finanziamento Pnrr da 37 milioni di euro. Consiglio Comunale sotto pressione. Si teme la causa legale perché, in caso di diniego da parte dell’Aula, l’impresa potrebbe avvalersi sui consiglieri portandoli in tribunale. Si prende tempo. Ma intanto c’è chi esprime chiaramente dubbi sulla sostenibilità del progetto. Tra questi il consigliere comunale del Pd Alessandro Russo che continua a chiedere accertamenti tecnici e dialogo. Ed anche fuori dal Municipio c’è chi invita a valutare con la massima attenzione l’impatto degli edifici sulla città.
L’ALLARME AMBIENTALISTA. SPADARO: “DIETRO ARCHIMEDE C’E RISCHIO IDROGEOLOGICO”
Le questioni tecniche più delicate riguarderebbero la zona alle spalle del liceo Archimede di viale Boccetta. L’edificio da costruire sarebbe di dieci piani, per poter dare il via libera ai cantieri bisogna che il Consiglio Comunale dia l’ok. Ma ci sarebbero problemi ambientali ed urbanistici. A sottolinearlo l’ambientalista Raffaella Spadaro.
“La variante in esame non riguarda la realizzazione dello studentato in sé – dichiara l’ambientalista – ma l’aumento dell’altezza dell’edificio, con la possibilità di aggiungere un piano rispetto a quanto previsto dal vigente Piano Regolatore. Tale modifica comporta un incremento permanente del carico insediativo, con effetti sulla mobilità, sulla sicurezza territoriale e sulla coerenza paesaggistica dell’area.
L’intervento prevede inoltre la realizzazione di numerosi monolocali di circa 40 m², con una conseguente densità abitativa significativa. Questo dato incide direttamente sulla valutazione del carico urbanistico (traffico, servizi, consumi), in una zona già sottoposta a pressione, in prossimità dello svincolo autostradale e del Liceo Archimede. In assenza di uno Studio di Impatto sulla Mobilità, correlato al PUMS, non è possibile verificare la sostenibilità dei flussi generati.


Dal punto di vista territoriale, l’area si trova a valle di un versante classificato a rischio idrogeologico – ricorda ancora Raffaella Spadaro – In tali condizioni, il parere dell’Autorità di Bacino costituisce elemento preventivo e necessario nella valutazione dell’idoneità localizzativa, e risulta al momento non acquisito negli atti disponibili.
Si segnala inoltre che il sito ricade in Ambito Paesaggistico 9 del Piano Paesaggistico Regionale. In questo ambito, le norme di tutela prevedono il contenimento delle altezze edilizie e la verifica dell’impatto sul paesaggio urbano.
Qualsiasi variazione che modifichi l’altezza massima consentita richiede quindi valutazione preventiva di compatibilità paesaggistica.
Infine, trattandosi di un intervento collocato nell’ambito del PNRR, è necessario garantire il rispetto del principio DNSH (Do No Significant Harm), che impedisce interventi suscettibili di aggravare criticità ambientali o infrastrutturali preesistenti”.
Alla luce di queste considerazioni, con una pec inviata al sindaco Federico Basile ed al Consiglio Comunale, Raffaella Spadaro chiede come “cittadina attiva”: la sospensione del voto sulla variante urbanistica; l’integrazione dell’istruttoria, attraverso il parere dell’Autorità di Bacino, lo Studio di Impatto sulla Mobilità e verifica di coerenza con il PUMS, la valutazione di compatibilità paesaggistica ai sensi del Piano Paesaggistico Regionale.
Una richiesta che “non si oppone alla realizzazione di spazi per la comunità universitaria, ma intende tutelare la sicurezza del territorio, la qualità dell’ambiente urbano e la coerenza delle scelte pubbliche con i bisogni prioritari della città, tra cui anche l’housing sociale”.








