Servizi Sociali Città Metropolitana: Fiadel contro le “Cassandre” del sindacato.“L’internalizzazione non è macelleria, si garantisca transito diretto dei lavoratori.”
MESSINA – “Sembra di rivivere un film già visto, un copione logoro che nel 2018 portò la firma della Uil e che oggi, con la stessa miopia, viene riproposto per la Città Metropolitana.” Inizia così la nota durissima di Clara Crocè, Rosaria Coccoli e Mariella Todaro della Fiadel, che intervengono nel dibattito sul processo di internalizzazione dei servizi sociali dell’ex Provincia.
IL PARALLELISMO CON IL 2018
Le rappresentanti sindacali ricordano con ironia le proteste di sei anni fa: “All’epoca si gridava alla ‘macelleria sociale’ per la nascita della Messina Social City. I fatti, però, hanno la testa dura: non solo non c’è stata alcuna macelleria, ma quella scelta coraggiosa ha salvato il Comune di Messina dal dissesto, ha salvaguardato i livelli occupazionali e oggi vanta oltre 1.300 operatori che lavorano 365 giorni l’anno. Abbiamo impedito che mille famiglie abbandonassero la città.”
CONTI IN ORDINE E SERVIZI DI QUALITÀ
Secondo la Fiadel, la Città Metropolitana è oggi un ente sano grazie all’opera di risanamento avviata dalle battaglie di Cateno De Luca. “Non c’è nulla da dimostrare sul presunto risparmio”, incalzano Crocè, Coccoli e Todaro. “I fondi regionali devono essere utilizzati per dimostrare che la gestione diretta è più efficiente. Il costo del lavoro è incomprimibile e sacro, ma la differenza la fa la visione politica: le amministrazioni De Luca e Basile ci hanno abituato a servizi che vanno oltre la semplice assistenza scolastica, offrendo centri estivi e supporto reale ai genitori di ragazzi diversamente abili.”
LA SFIDA SUL TRANSITO DIRETTO
Il cuore della battaglia sindacale si sposta ora sulle garanzie per il personale. La Fiadel ha già inviato una richiesta formale al Sindaco Metropolitano Federico Basile e ai consiglieri provinciali per un unico obiettivo imprescindibile: il transito diretto di tutti gli operatori che ne hanno diritto.
“È su questo punto, e non su sterili allarmismi, che il sindacato deve confrontarsi con l’amministrazione e la dirigenza. Chi non ha capito la portata della svolta nel 2018 difficilmente la capirà oggi, ma la Fiadel non permetterà che si perda tempo con vecchi pregiudizi. L’internalizzazione è il futuro della gestione sociale: più servizi per l’utenza, più stabilità per i lavoratori.”








