28 Ottobre 2022Fortunato MarinoAttualità e Politica

Servizi 118, appena 38 ambulanze per Messina e provincia. Il personale chiede nuovi contratti e migliori condizioni di lavoro

Un territorio vasto quello della Città Metropolitana di Messina con tanti piccole comunità che si trovano nelle aree interne, spesso raggiungibili con una viabilità non sempre adeguata. 38 complessivamente il numero della ambulanze in servizio per tutti i 108 comuni della Provincia. Di queste 10 sono a disposizione senza la presenza del medico a bordo. 7 le postazioni a Messina per 230 mila abitanti.

Quello del 118, l’emergenza urgenza in ambito di soccorso sanitario, è un servizio in grado di rispondere alle esigenze della collettività? Non sempre a quanto pare. A quasi un anno dalla morte dell’avvocato Olga Cancellieri, vittima di un incidente stradale nel centro di Messina, cosa è cambiato? Quelle sera, era il 10 novembre, il servizio del 118 finì sotto accusa per i ritardi nell’intervento sul luogo della tragedia. L’arrivo della prima ambulanza, senza medico a bordo, 20 minuti dopo l’impatto fatale. Successivamente si è scoperto che su 5 mezzi in servizio appena due erano le ambulanze a disposizione. Colpa pure delle disposizioni anti-covid e delle procedura di sanificazione imposte dalla normativa che avrebbero ulteriormente allungato i tempi nella disponibilità delle ambulanze che spesso rimangono ferme al pronto soccorso.

Ma i problemi del 118 non sono determinati solo dal numero delle ambulanze. Contratti vecchi e inadeguati, rischi per il personale, carenza di medici e infermieri, sono altre questioni da affrontare che attendono una risposta anche dalla politica.

Il deputato del Movimento 5 Stelle Antonio De Luca ha fatto sapere che porterà da subito all’attenzione del presidente della Regione, Renato Schifani, la richiesta di bloccare la riforma, prevista con il decreto Balduzzi, che potrebbe produrre ulteriori tagli nel settore. Ma è necessario pure intervenire su un altro fronte: quello della riqualificazione del personale come richiesto da tempo dai sindacati di categoria.

Durante la pandemia è stato evidenziato il valore della sanità pubblica come bene da tutelare, come priorità da affrontare. Passata l’emergenza sembra andare in secondo piano e si torna a fare i conti con problematiche vecchie e mai risolte.

Fortunato Marino
Fortunato Marino
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