3 Marzo 2026RedazioneAttualità e Politica

Scontro sulle nomine nelle partecipate: Scurria attacca Basile

È scontro aperto sulle nomine degli amministratori unici delle società partecipate del Comune. A sollevare il caso è Marcello Scurria, candidato del centrodestra, che punta il dito contro il sindaco uscente Federico Basile, accusandolo di aver proceduto con designazioni “sbagliate e illegittime”.

«Capisco il nervosismo di chi pensava di poter continuare ad occupare le partecipate manu militari e scopre che l’operazione di sostituzione dei cosiddetti vertici, dimissionati per partecipare alla campagna elettorale, è sbagliata e illegittima. Le giustificazioni postume sono risibili», dichiara Scurria.

Nel mirino del candidato di centrodestra c’è la mancata pubblicazione dell’avviso pubblico previsto dal Regolamento comunale prima delle nomine. «Per otto anni – sottolinea – le nomine sono state sempre precedute, come previsto dal Regolamento, dagli avvisi pubblici. Sempre. Questa volta e, solo questa volta, no».

Secondo Scurria, la motivazione fornita dall’amministrazione – ovvero che il Regolamento sarebbe stato approvato dal sindaco e non dal Consiglio comunale – non reggerebbe sotto il profilo giuridico. «Un atto amministrativo, anche se illegittimo e quindi annullabile (e non è questo il caso), rimane efficace e produce i suoi effetti finché non viene rimosso con un provvedimento di annullamento. Il Regolamento è vigente», afferma, evidenziando come lo stesso sia richiamato nei decreti di nomina degli amministratori unici.

Altro punto contestato riguarda l’urgenza. «Non c’è stato il tempo per pubblicare l’avviso e quindi le nomine sono state fatte in fretta e furia», prosegue Scurria, ricordando che – come riportato nei decreti – le dimissioni dei precedenti vertici sarebbero state presentate il 15 febbraio, lasciando dodici giorni a disposizione prima delle nuove designazioni. «In ogni caso, come prevede il Regolamento comunale, non v’è traccia di alcuna motivazione nei provvedimenti», aggiunge.

Il candidato richiama anche un precedente giurisprudenziale: con il provvedimento n. 989 del 2008, il TAR di Catania annullò la designazione e nomina di amministratori di partecipate comunali proprio per l’omessa pubblicazione dell’avviso pubblico necessario ad acquisire i curricula dei candidati.

«Aspettiamo il Commissario straordinario per chiedere il ripristino della legalità», conclude Scurria, rilanciando la sfida politica al sindaco uscente: «Ora che rispondi, Basile? Anzi, rispondi tu o IDDU?».

La vicenda si inserisce in un clima elettorale già teso e potrebbe aprire un nuovo fronte di confronto istituzionale sulle procedure adottate per le nomine nelle società partecipate del Comune di Messina.

Redazione
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