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domenica, Giugno 26, 2022

Salviamo Atm. Intervento di Messinaccomuna

MESSINA. Si è detto tanto sull’azienda trasporti di Messina, fiore all’occhiello dell’amministrazione Accorinti e carrozzone clientelare carico di debiti milionari per il sindaco De Luca. Le procedure per la messa in liquidazione sono state avviate. Ma dove sono gli 80 milioni di euro di passivo che giustificherebbero la scelta di chiudere l’azienda? Non ci sono secondo i revisori dei conti che sconfessano la linea sin qui adottata dal nuovo management. Di seguito riportiamo la nota con l’intervento del movimento Messinaccomuna.

“Su ATM il duo De Luca-Campagna fa conti sbagliati e sbaglia tutte le scelte strategiche e gestionali. I revisori certificano la non attendibilità del bilancio predisposto dall’azienda. A quanto pare l’avanzo approvato dal CDA è poco credibile, come inadeguata (meglio, inesistente) è la valutazione strategica sul futuro dell’azienda dopo l’ordinanza del Tribunale che dà ragione alla linea della precedente amministrazione sui rimborsi chilometrici della Regione, che l’azienda incredibilmente ignora.

Insomma: un’azienda che ha 29 milioni di scopertura, ma che ha ragione da vendere con la Regione, da cui deve ricevere fino al 2016 almeno 12 milioni (anche il doppio forse, considerando anche i rimborsi 2017 e 2018), viene mandata al macero per una impuntatura politica del Sindaco, che porta l’intera responsabilità di una operazione sbagliata. A qualcuno dispiace che le aziende pubbliche possano funzionare. Per noi la scelta ideologica di far gestire con modalità private servizi di interesse pubblico e che non devono generare profitti è sbagliata e danneggia i cittadini e i conti del Comune.

Il Consiglio Comunale ha sbagliato a inghiottire il ricatto di De Luca ai tempi del piano di riequilibrio. È stato folle e amministrativamente insensato votare prima le delibere di attuazione del piano e poi (senza neanche discuterlo) il piano stesso, che di quelle misure doveva essere premessa. Una ubriacatura voluta da De Luca per portare a casa i risultati, dipingendo (come da lui candidamente confessato in conferenza stampa) un quadro più fosco del dovuto per fare pressione psicologica su sindacati e consiglieri.

Adesso, dopo l’ordinanza del Tribunale e la relazione del Collegio dei Revisori, quella decisione va rivista. Come va rivisto il piano di riequilibrio (è necessario farlo, dopo la sentenza della Corte Costituzionale di inizio anno). Per un’azienda verso la quale si certificavano 29 milioni di squilibrio, De Luca ha imposto alla città sacrifici per 81 milioni: 52 di troppo! Il piano precedente ne stanziava 32, ma l’ordinanza del Tribunale e la relazione dei Revisori mostrano che, in realtà, l’azienda ha già un portafoglio di crediti superiore a quanto il bilancio riporta.

Il Sindaco sbraiterà e getterà nuova oscurità e confusione. L’evoluzione degli atti e dei diritti, però si stagliano con chiarezza crescente. Il Consiglio valuti con attenzione e con la dovuta completezza di informazioni lo stato delle cose e deliberi nell’esclusivo interesse della città e dei cittadini, evitando di porre in essere provvedimenti delicati, che implicano dirette responsabilità.”

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