Risanamento, Scurria presenta ricorso al Tar contro Regione: “Rimozione da sub commissario lesiva della mia reputazione”
MESSINA. Finisce in Tribunale la vicenda, dal sapore politico, della rimozione di Marcello Scurria dall’incarico di sub commissario regionale al risanamento di Messina. Il diretto interessato, che era uscito dall’ufficio di Camaro in aperta polemica con il presidente della Regione Renato Schifani, ha presento ricorso al Tar Catania proprio nell’ultimo giorno utile.
Scurria ha dichiarato che alla base della sue decisione c’è quella disposizione di “revocare – si legge in un comunicato – la priorità ai soggetti ‘fragili’ nei criteri di assegnazione degli alloggi popolari”. Contestazione che il nuovo sub commissario Santi Trovato ha sempre rispedito al mittente. Ma la presentazione del ricorso avrebbe anche altre motivazioni. “Ritengo la revoca dell’incarico – ha aggiunto Scurria – lesiva della mia reputazione personale e professionale e potenzialmente dannosa per la prosecuzione efficace del processo di risanamento”. Il ricorso è stato affidato all’avvocato Arturo Merlo e mira all’annullamento del provvedimento dello scorso febbraio.
Scurria era stato rimosso dall’incarico di sub commissario con la motivazione di “criticità nella gestione dell’ufficio” che il presidente della Regione Renato Schifani non ha mai di fatto definitivamente chiarito.
Le prime tensioni si erano registrate quando l’ufficio del sub commissario Scurria aveva partecipato ad un’asta per comprare appartamenti nella zona di Contesse da destinare agli ex baraccati spendendo 1,3 milioni di euro. Immobili soffiati al Comune di Messina che aveva partecipato alla stessa asta. Da lì una polemica col sindaco Federico Basile. Poco dopo la rimozione di Scurria, attuata – secondo indiscrezioni – grazie alla pace scoppiata tra Schifani e Sud chiama Nord. Adesso deciderà il Tar se la decisione del presidente della Regione sia stata o no legittima.








