Risanamento delle baraccopoli, Messina accelera: più case, cantieri e aree riqualificate
Messina. Più immobili disponibili, più cantieri aperti e sempre più aree liberate dal degrado e restituite alla città. Il 2025 si avvia alla conclusione come un anno di svolta per il risanamento delle baraccopoli di Messina, segnato da una significativa accelerazione delle attività portate avanti dalla Struttura commissariale guidata dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. Un percorso che ha consentito di raggiungere traguardi concreti e di consolidare processi di rigenerazione urbana attesi da decenni.
«Il risanamento è un moltiplicatore di valore – sottolinea il presidente Schifani –. Ogni singola attività, dall’assegnazione di una nuova casa alla riqualificazione di un’area degradata o al recupero di un bene dismesso, rappresenta un fattore di crescita e sviluppo per Messina. Al centro delle nostre azioni ci sono le persone, i loro bisogni e il diritto a vivere in abitazioni dignitose e in quartieri a misura d’uomo».
Tra i risultati più significativi spicca l’aumento degli alloggi disponibili. Da febbraio a oggi sono stati acquistati e presi in gestione 113 immobili, ai quali si aggiungeranno altri 21 appartamenti in fase di rogito e ulteriori 17 per i quali è in corso l’acquisizione della documentazione. Numeri in forte crescita rispetto agli anni precedenti: nel 2023 e nel 2024 erano stati acquistati rispettivamente 60 e 86 alloggi. Un incremento che ha consentito al sub commissario al risanamento, Santi Trovato, di consegnare le chiavi delle nuove abitazioni a decine di famiglie, con particolare attenzione ai nuclei più fragili. Parallelamente proseguono gli interventi di manutenzione sugli immobili non immediatamente assegnabili e l’utilizzo di beni confiscati alla mafia, trasformati in risorse per la comunità grazie a un protocollo con l’Agenzia nazionale.

Cresce anche il numero dei cantieri. Nelle ultime settimane di dicembre sono state completate importanti demolizioni al rione Taormina e in altre microaree, seguendo un criterio di intervento omogeneo su scala cittadina. Dopo il trasferimento delle famiglie, quasi tutte le baracche di via Quinto Ennio sono state abbattute e l’area sarà completamente sgomberata entro fine anno. Attività in corso anche a Fondo Basile e Fondo Saccà.

Importanti passi avanti si registrano infine sul fronte della rigenerazione urbana. A via Macello Vecchio, dove sorgeva una baraccopoli addossata alle mura di Carlo V, i lavori sono in fase di completamento: al suo posto nasceranno giardini e uno spazio destinato a eventi culturali e sociali. Via libera, inoltre, al progetto esecutivo dell’Anfiteatro di Camaro San Paolo, che permetterà di completare il Parco urbano e restituire alla città un’area abbandonata da oltre vent’anni. Il 2026 si aprirà con nuovi obiettivi per il Parco Magnolia e il Parco della Salita Tremonti, confermando un percorso di rinascita che punta a trasformare definitivamente il volto di Messina.








