15 Febbraio 2026 • Francesco Pellegrino • Sport

Reggina – Messina, “El Sendero”

Non c’è solo un mare lungo poco più di tre chilometri a dividere Reggina e Messina. Differenze notevoli, significativamente acuite in questa particolare fase della stagione. Da una parte una squadra, quella amaranto, reduce da una striscia di undici risultati utili consecutivi (di cui dieci vittorie) che ne ha rilanciato le ambizioni di promozione, nonostante un inizio fortemente negativo; dall’altra, al contrario, una compagine in difficoltà, reduce dalla pesantissima sconfitta di domenica scorsa e che ha un disperato bisogno di ritrovare sé stessa per rimettersi in carreggiata nella difficile corsa a una salvezza distante, ad oggi, cinque punti. Insomma, tante le chiavi di lettura per questo derby dello Stretto, il numero 77 della storia, pesante non solo per le classiche questioni di campanile – sale di ogni rivalità – bensì anche per la classifica, il morale e gli obiettivi.

“Camina, guerrero camina”.

Molto più di un derby. No, non è la classica frase di circostanza, utile a condire di epicità la vigilia di una sfida che già di per sé si gioca sui flutti dell’emotività; è la descrizione della condizione di un Messina che non può più permettersi di scivolare su quella pista di short track che è la strada verso la salvezza. La pesante manita incassata nella sfida casalinga contro l’Enna, sette giorni fa, suona ancora oggi come un durissimo ritorno alla realtà che, oltre a minare quelle (già poche) certezze riacquisite di recente grazie ai sei punti ottenuti nelle vittorie di misura contro Acireale e Paternò, ha messo definitivamente a nudo le lacune e i nervi scoperti di una squadra dimostratasi tanto confusa quanto fragile.

Una prova da manuale della débâcle perfetta, sia sotto il piano dell’atteggiamento (troppo apatico e passivo per essere accettato in appuntamenti di tale peso specifico) sia sotto quello più squisitamente legato alla prestazione, tradottasi in un 2-5 severissimo ma giustissimo, che non poteva non avere strascichi nel corso della settimana. E dunque, avvicendamento tecnico, il secondo in stagione: fuori Parisi, tornato – insieme a Bombara – al timone della formazione under-19, e dentro l’esperto Feola, profilo a lungo corteggiato e finalmente approdato in biancoscudato. Il matrimonio tra il club giallorosso e l’allenatore di Somma Vesuviana si celebra a un mese dall’apertura dei primi contatti, avviati lo scorso 12 gennaio: nel mezzo, quattro partite, due vittorie e due sconfitte, che restituiscono un quadro alquanto delicato.

Parole da tecnico scafato, le prime di un Feola a caccia di riscatto da neo mister peloritano, atteso da un esordio di elevatissima difficoltà e dal bassissimo margine di errore. Dichiarazioni basate sulla volontà di adattare la propria filosofia calcistica (accantonandola totalmente, ove necessario) ai bisogni e alle caratteristiche del gruppo. Non per abiura, ma per praticità: sì, perché il tempo è poco e i passi falsi sono sempre meno ammessi. Il primo reset inevitabile è quello sul fronte psicologico, per una squadra “propensa all’apprendimento” ma che sembra aver smarrito quell’animo capace di farle ottenere 28 punti nel corso di un girone d’andata segnato dal pesante handicap del -14 e dalla non trascurabile incertezza societaria.

Questo Messina è così: terribilmente rurale, equilibrato nel disequilibrio, sicuro nell’incertezza, bisognoso di sofferenza e tensione per rendere al meglio. Un gruppo che ha bisogno di pragmatismo, di semplicità, di un tatticismo appena accennato e di molta corsa, a cui non puoi togliere quella componente di patimento che si ripropone di settimana in settimana, perché da lì passa il suo principale nutrimento. A Feola l’arduo compito di ripristinare il tutto, rimuovendo dal vocabolario giallorosso le parole “calcolo” e “timore reverenziale”: imboccare la strada del “sendero del dolor” col “coraggio in tasca”, per “andare incontro alla libertà”.

Tanti i dubbi da sciogliere in materia di formazione iniziale, come dichiarato dallo stesso Feola in conferenza stampa. Praticamente certo di una maglia da titolare il portiere under Giardino; per il resto, la disposizione tattica può variare dal classico 3-5-2 (nel ventaglio del tecnico) ad altri moduli. Fuori dalla lista dei convocati i centrocampisti Carlo Clemente e Mattia Matese, ancora ai box per problemi fisici.

Fronte Reggina.

La formazione di mister Alfio Torrisi, subentrato in corsa a Bruno Trocini, si posiziona al quarto posto della classifica a quota 42 punti, frutto di tredici vittorie, quattro pareggi e sei sconfitte. Gli amaranto arrivano dal pesante successo esterno in extremis allo stadio “Aldo Campo” di Ragusa, con la rete (la terza stagionale) del centrale Domenico Girasole che è valsa l’undicesima gara utile consecutiva (e decima vittoria): una striscia positivissima, che ha permesso ai calabresi di riavvicinarsi significativamente alla vetta della graduatoria nonostante un inizio di stagione a rilento e scandito da numerose difficoltà.

Una squadra in forma smagliante, quella reggina, a caccia di riscatto dopo la sconfitta incassata nella gara d’andata: missione alla quale non prenderanno parte il capitano Antonino Barillà e il giovane centrocampista Francesco Chirico, nonché lo squalificato difensore Rosario Girasole. Roster che, al netto delle defezioni, resta di assoluto valore, come attestato dalla probabile formazione che potrebbe essere schierata domani pomeriggio e che potrà contare sui rientri di Bevilacqua, Di Grazia e Verduci.

Si va verso la conferma del classico 4-2-3-1: in porta l’under Lagonigro; Adejo e Domenico Girasole al centro della difesa, supportati lateralmente da Lanzillotta (a sinistra) e Cham (a destra); sulla mediana l’ex Fofana e Laaribi; sulla trequarti dovrebbero agire Di Grazia (in ballottaggio con Edera e Palumbo), Mungo e l’altro ex Ragusa; in attacco, nel ruolo di terminale offensivo unico, la scelta dovrebbe ricadere su Luca Ferraro.

L’ultimo precedente.

Gara d’andata terminata con il risultato di 1-0 per i peloritani: a decidere la sfida del “Franco Scoglio” è stata l’incornata di Christian Roseti che, al 17’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, beffa l’intero pacchetto arretrato amaranto e deposita in fondo al sacco la prima rete del suo campionato. Secondo tempo di sofferenza biancoscudata, con la Reggina che, a undici minuti dal termine, colpisce due traverse nella stessa azione con Ferraro ed Edera.

Ultimo incrocio al “Granillo”, datato 4 settembre 2016, quando, nel contesto della seconda giornata del Girone C di Serie C, i calabresi ebbero la meglio per 2-0: reti, nella ripresa, di Porcino e Oggiano.

I convocati di mister Vincenzo Feola.

Portieri: Andrea Giardino (2008), Gennaro Paduano, Andrea Sorrentino;

Difensori: Lucio Valerio Bonofiglio (2007), Lorenzo Bosia, Francesco De Caro, Giulio Orlando, Alessio Pedicone, Daniele Trasciani, Cauet Werner;

Centrocampisti: Alessio Aprile (2005), Stefano Bombaci (2006), Sergio Agatino Garufi, Bruno Maisano (2007), Massimo Papallo (2007), Francesco Saverino, Emanuele Zucco;

Attaccanti: Juan Cruz Kaprof, Andrea Oliviero (2006), Christian Roseti (2006), Giuseppe Tedesco, Isyakha Touré, Gabriele Zerbo.

(Foto: pagina Facebook dell’ACR Messina – Francesco Saya; pagina Facebook della Reggina 1914)

Francesco Pellegrino
Francesco Pellegrino
Seguiamo quotidianamente la cronaca e le notizie locali del territorio messinese, raccontando fatti, eventi e segnalazioni con attenzione alla realtà del territorio e alle storie della comunità.
Vittoria – Messina, affamati e operai

Vittoria – Messina, affamati e operai

Destinazione “Gianni Cosimo”. Il Messina parte alla volta di Vittoria per la quinta giornata del Girone B di Eccellenza. Fischio d’inizio fissato per le…
Primopiano·Francesco Pellegrino·10 Ottobre 2026
Athletic Gioiosa – Messina, animi tesi

Athletic Gioiosa – Messina, animi tesi

“Celeste” sì, “Celeste” no, “Franco Scoglio” boh. Nell’immediata vigilia che porta alla trasferta di Gioiosa Marea prima – in Coppa – e a quella…
Primopiano·Francesco Pellegrino·7 Ottobre 2026