“Prostituzione minorile nelle sale gioco”. Aumenta disagio giovanile. Movimentata seduta in commissione
MESSINA. Il grave problema del “disagio giovanile”, portato nell’Aula di Palazzo Zanca con i suoi numeri e le sue sfaccettature, ha alimentato il dibattito durante la seduta di commissione presieduta da Rosaria Di Ciuccio. Al centro dei lavori i delicati temi della dispersione scolastica, dell’uso delle droghe da parte di giovanissimi, della ludopatia e del bullismo. Problemi sociali della “porta accanto” che, erroneamente, si immaginano lontani.
Il recente grave episodio di violenza tra ragazze all’Istituto “Basile” è solo uno degli episodi riportati dalle cronache cittadine. Si sono così riaccesi i riflettori su un tema mai dimenticato da operatori sociali, della giustizia minorile e della Caritas Diocesana. Ma la violenza è solo un faccia di una realtà complessa che necessita di analisi e di risposte. Le polemiche però, anche in questo caso non sono mancate. La seduta è stata caratterizzata dall’abbandono dell’aula da parte di padre Nino Basile, direttore della Caritas diocesana, e da Angelo Fabio Costantino, giudice onorario per il Tribunale dei minori. I due hanno lasciato la commissione dopo che il consigliere
ha preso la parola invitando la chiesa e sostenere i poveri riducendo il proprio lusso, magari vendendo beni inutili. La seduta, che era stata chiesta dal consigliere del Pd Alessandro Russo, ha comunque centrato alcuni temi di grande rilevanza. Presenti l’assessora alle Politiche sociali Alessandra Calafiore, l’assessore alle Politiche giovanili Liana Cannata, il garante comunale per l’infanzia padre Giovanni Amante.
Fonte di dati, certamente preoccupanti, l’ultimo report sulle povertà che ha messo in luce la crescita del gioco d’azzardo tra ragazzini e un allarmante incremento di casi di prostituzione minorile, soprattutto in contesti legati alle sale da gioco. Altro allarme è legato alla crescita del consumo di crack, una droga che costa pochissimo e che risulta acquistata anche da dodicenni.
Al termine della seduta rimangono gli interrogativi. Le istituzioni riescono ad intervenire con i loro strumenti efficacemente rispetto a fenomeni in constante evoluzione e sempre più presenti? Per il momento i numeri offrono un panorama sconfortante.








