Premio “Maria Celeste Curatolo Celi”: “L’amore salverà il mondo. Le parole che fanno bene al cuore”
Oltre 500 studenti protagonisti al Palacultura: l’arte come risposta alla violenza!
Grande partecipazione e forte coinvolgimento per la V edizione del Premio Maria Celeste Celi, con il patrocinio del Comune di Messina, che si è svolta stamane al Palacultura di Messina, registrando la presenza di oltre 500 studenti, insieme a docenti, artisti, istituzioni e cittadini.
Promosso dal C.I.R.S. – Comitato Italiano per il Reinserimento Sociale – Casa Famiglia ETS, il Premio, dedicato alla memoria della fondatrice della casa famiglia, scrittrice e poetessa messinese, Maria Celeste Curatolo Celi, ha confermato il suo valore come spazio di espressione e riflessione per le nuove generazioni.
Tema di questa edizione:
“L’amore salverà il mondo. Le parole che fanno bene al cuore.”
Un messaggio positivo che ha attraversato tutte le opere presentate, divenendo linguaggio universale capace di unire, educare e generare consapevolezza. Ha portato i suoi saluti anche il provveditore agli studi, il Prof. Leon Zingales, che ha sottolineato il valore centrale della scuola nella formazione delle nuove generazioni.
Nel corso della mattinata si sono alternati momenti di riflessione, testimonianze e interventi che hanno coinvolto direttamente i giovani, ponendo al centro il valore delle relazioni, della consapevolezza e della responsabilità individuale.
Il Premio Maria Celeste Celi si inserisce all’interno delle attività del C.I.R.S., da oltre sessant’anni impegnato nell’accoglienza e nel reinserimento sociale di donne e bambini vittime di violenza, e rappresenta uno degli strumenti attraverso cui l’Ente promuove una cultura positiva, fondata sul rispetto e sull’educazione emotiva.
La partecipazione così ampia e sentita, soprattutto da parte di centinaia di giovani, restituisce un messaggio chiaro e potente:
la cultura non è un elemento accessorio, ma uno degli strumenti più importanti per prevenire e contrastare ogni forma di violenza e discriminazione.
Quando i ragazzi vengono messi nella condizione di esprimersi, di riflettere, di dare forma alle proprie emozioni attraverso l’arte, accade qualcosa di profondo: si costruisce consapevolezza, si sviluppa empatia, si impara a riconoscere il valore dell’altro.
Ed è proprio in questo spazio, tra parola, ascolto e creatività, che nasce la possibilità concreta di un cambiamento.
Perché la violenza si combatte prima di tutto educando, coinvolgendo e creando bellezza.
E questa giornata lo ha dimostrato, con forza.








