Ponte sullo Stretto, il Governo affida lo studio ad Rfi

Sulla realizzazione del ponte sullo Stretto il Governo nazionale non si è ancora espresso in maniera definitiva. Il dibattito, che dura da decenni, prosegue ed ora il ministero delle Infrastrutture ha affidato a Rete ferroviaria italiana l’incarico per la predisposizione del nuovo studio di fattibilità. Il Governo ha disposto lo stanziamento di 50 milioni di euro, da impiegare nel triennio 2021-2023, «per lo studio delle alternative progettuali per l’attraversamento stabile dello Stretto di Messina». Alla società del gruppo Fs è stata dato l’incarico, «in considerazione del necessario e preminente coinvolgimento di competenze progettuali connesse con il sistema ferroviario nazionale».

Rfi avvierà una procedura a evidenzia pubblica per acquisire un documento di fattibilità tecnico-economica delle alternative progettuali, che tenga conto degli interventi ferroviari progettati nei territori calabresi e siciliani, sia per l’asse Salerno-Reggio Calabria sulle direttrici Palermo-Catania-Messina. Il percorso per un parere definitivo è ancora lungo ed articolato. Al tempo stesso però è stato definito un cronoprogramma che contiene tutti i passaggi salienti. Entro il 30 giugno dovrà essere emanato il bando di gara. Le procedure resteranno aperte fino al 27 dicembre. Entro l’11 agosto 2023 si dovrà procedere alla consegna del documento di fattibilità delle “alternative progettuali”.

Dunque bisognerà ancora attendere e soltanto dopo l’agosto del 2023 si avvierà l’ennesimo confronto su una infrastruttura che alcuni ritengono fondamentale per lo sviluppo della Sicilia e del meridione. Per altri il collegamento stabile sullo Stretto è considerato opera inutile, dannosa e soprattutto superata nel momento in cui si potenziano le autostrade del mare che riducono l’impatto dei mezzi pesanti sulla circolazione stradale.

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