31 Ottobre 2025Fortunato MarinoPrimopiano

Ponte sullo Stretto, gelo tra Governo e Corte dei Conti: lavori rinviati a febbraio. Meloni frena, Salvini “determinatissimo”

Dal duro attacco per “un atto di invasione” alla cautela di chi attende le motivazioni per “replicare puntualmente a ciascun rilievo”. Cambia il tono del Governo dopo lo stop della Corte dei conti al visto di legittimità sulla delibera Cipess relativa al Ponte sullo Stretto di Messina, la grande opera simbolo del centrodestra.

Dopo la reazione iniziale della premier Giorgia Meloni, che aveva denunciato una “intollerabile invadenza” e promesso che “il Governo non si fermerà”, a prevalere ora è una linea più attendista.

L’inizio dei lavori, inizialmente previsto per novembre, slitta a febbraio, come ammesso dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini, principale sostenitore dell’opera, che assicura comunque che “la maggioranza è compatta” e che “tutti i fondi stanziati saranno messi in sicurezza con la prossima manovra”.

Salvini: “Nessuno scontro fra poteri dello Stato”

Salvini ha intanto riunito tecnici e dirigenti del Ministero per una ricognizione sulle criticità emerse. Secondo fonti di governo, il vicepremier ha proposto a Meloni e Tajani di attendere le motivazioni della Corte prima di decidere i prossimi passi, evitando mosse affrettate che potrebbero aprire nuovi contenziosi.

“Nessuno scontro fra poteri dello Stato – ha precisato il vice premier – risponderemo punto per punto. Non voglio pensare che qualcuno si vendichi contro siciliani e calabresi per una riforma approvata dal Parlamento”.

Le perplessità dei tecnici e i rilievi della Corte

Le motivazioni della Corte dei conti sono attese entro dicembre, ma secondo indiscrezioni i giudici contabili intendono utilizzare tutti i 30 giorni a disposizione. Tra i rilievi emergono questioni legate a coperture finanziarie, stime di traffico, normative ambientali e antisismiche, e il rispetto delle regole europee sul superamento del 50% del costo iniziale del progetto.

Dal canto suo, l’ad  della Società Stretto Pietro Ciucci esclude ulteriori ritardi: “Non vedo nulla che possa portare a uno stop significativo. Il rischio di una revisione del corrispettivo si avrebbe solo se i lavori partissero a fine 2026”.

Il governo si prepara dunque a replicare formalmente ai rilievi, ma il messaggio politico è chiaro: il Ponte sullo Stretto resta una priorità dell’esecutivo. E nonostante la frenata tecnica, Meloni e Salvini non intendono rinunciare al simbolo più ambizioso della loro visione infrastrutturale per il Mezzogiorno.

Fortunato Marino
Fortunato Marino
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