13 Ottobre 2025Eduardo AbramoPrimopiano

Ponte, raccolta di firme per impedirne la realizzazione. Governo invia risposte alla Corte dei Conti

Ad ottobre inoltrato niente cantieri di opere preliminari. Ancora una volta la “visione” del Ministro Matteo Salvini non si è concretizzata

MESSINA. Il comitato NoPonte Capo Peloro, AVS, M5S, PD, e CGIL hanno avviato una raccolta firme per sollecitare il sindaco di Messina Federico Basile ad assumere tutte le iniziative necessarie a difesa del territorio, anche quella giudiziaria. I contrari alla grande opera non accettano che il primo cittadino si esprima come se la costruzione del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria fosse inevitabile. La posizione di chi si oppone è ben nota. Non si tratta di limitare i danni da cantieri, bisogna proprio evitare che vengano avviati.

Il Governo intanto ha risposto alle osservazioni della Corte dei Conti in relazione ad alcuni punti da chiarire nella delibera Cipess. Tra pochi giorni dovrebbe arrivare la riposta nella quale spera in particolare la Lega. Intanto ad ottobre inoltrato non si è concretizzata nemmeno l’ultima “visione” del ministro dei Trasporti Matteo Salvini che aveva annunciato l’avvio di lavori preliminari al ponte nel mese di settembre. I contrari continuano nella loro battaglia ritenendo che, nonostante la legge, tanti siano gli spazi di manovra – anche a livello legale – per continuare nella lotta

TESTO DELLA PETIZIONE PUBBLICATA SU CHANGE.ORG

Collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria – Approvazione progetto definitivo CIPESS del 6 agosto 2025 – richiesta di intervento immediato e assunzione di responsabilità 

I sottoscritti, in riferimento a quanto in oggetto, espongono quanto segue:

Premesso che

•             tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023, con atti aventi forza di legge-provvedimento, sono stati riesumati atti e contratti decaduti ed estinti dal 2012, relativi al progetto del ponte sullo Stretto, già allora ritenuto gravemente carente e irrealizzabile;

•             il 29 gennaio 2024 è stato approvato il parere del Comitato tecnico-scientifico sul progetto definitivo aggiornato, con 68 raccomandazioni;

•             il 15 febbraio 2024 il CDA della Stretto di Messina S.p.A., recependo tale parere, ha approvato la Relazione del Progettista di aggiornamento al Progetto Definitivo 2011 e la documentazione necessaria al riavvio dell’opera;

•             il 26 febbraio 2024 la società ha presentato al Ministero dell’Ambiente e al Ministero della Cultura l’istanza per l’avvio e aggiornamento di quattro procedure integrate (Valutazione di Incidenza, VIA, verifica Piano terre e rocce da scavo, aggiornamento ottemperanze);

•             il 12 aprile 2024 associazioni ambientaliste hanno depositato oltre 500 pagine di osservazioni, segnalando gravi carenze informative;

•             il 15 aprile 2024 la Commissione Tecnica VIA ha richiesto 239 integrazioni;

•             il 12 settembre 2024 la società ha depositato le integrazioni, sulle quali sono state prodotte ulteriori 600 pagine di osservazioni da associazioni, enti e soggetti privati;

•             il 19 novembre 2024 è stato pubblicato il parere di compatibilità ambientale n. 19/2024, con 62 condizioni ambientali, rimandando ad una fase successiva la valutazione sull’ottemperanza delle prescrizioni già dichiarate non rispettate dal parere VIA n. 1185/2013, e con parere negativo sulla VINCA;

•             davanti al T.A.R. Lazio pendono ricorsi contro il parere n. 19/2024, promossi da associazioni ambientaliste e dai Comuni di Villa San Giovanni e Reggio Calabria;

•             il 9 aprile 2025, Il Consiglio dei Ministri ha approvato il cosiddetto “report IROPI” — acronimo inglese per Imperative Reasons of Overriding Public Interest (Motivi Imperativi di Rilevante Interesse Pubblico) ovvero una dichiarazione essenziale ai sensi dell’art. 6, comma 4, della Direttiva europea Habitat (92/43/CEE), che permette di aggirare la valutazione di incidenza ambientale negativa, ritenendo il progetto del ponte sullo stretto indispensabile per motivi di salute pubblica e sicurezza, anche sotto il profilo militare;

•             anche avvero il superiore provvedimento, le amministrazioni locali di Villa S. Giovanni e Reggio Calabria, nonché alcune associazioni ambientaliste, hanno presentato ricorso al TAR del Lazio, per eccesso di potere, mancanza di alternative esaminate e violazione della normativa UE, denunciando bypass procedurali e chiedendo un parere formale della Commissione Europea;

•             sono stati depositati esposti alle Procure di Roma, Reggio Calabria e Messina per evidenziare presunte illegittimità dell’iter procedurale seguito;

•             uffici comunali, della città metropolitana e regionali hanno rilevato in conferenza di servizi gravissime criticità progettuali e rischi per la salute, l’ambiente, la biodiversità e per i diritti fondamentali dei cittadini, tutelati dagli artt. 2, 3, 9 e 32 della Costituzione;

•             la Città Metropolitana di Messina – VI Direzione-Ambiente, quale ente gestore della Riserva “Laguna di Capo Peloro”, ha espresso parere negativo, evidenziando i rischi derivanti in particolare dal viadotto Pantano;

•             la costruzione del tunnel ferroviario di collegamento al ponte espone numerosi edifici del centro abitato di Messina a rischi di subsidenza, come ammesso dagli stessi progettisti;

•             con Delibera CIPESS del 6 agosto 2025 è stato approvato il progetto definitivo del “Collegamento viario e ferroviario fra la Sicilia ed il continente”.

Considerato che

•             le osservazioni, prescrizioni e condizioni avanzate nel procedimento rendono evidente la inadeguatezza progettuale e i potenziali impatti negativi su salute e ambiente;

•             non è stato attivato il dibattito pubblico, previsto dal Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 50/2016 e d.lgs. 36/2023) come obbligatorio per le grandi opere infrastrutturali;

•             è necessario il parere della Commissione europea, essendo il progetto in contrasto con la Direttiva Habitat (92/43/CEE) e la Direttiva Uccelli (2009/147/CE).

Tutto quanto sopra premesso e considerato, i sottoscritti

INVITANO

il Sindaco di Messina, anche nella qualità di Sindaco Metropolitano, ad assumere ogni utile iniziativa, inclusa l’azione giudiziaria e cautelare, per contestare l’illegittimità degli atti del procedimento, comprese le leggi-provvedimento, relativi alla realizzazione del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria, per contrasto con la Costituzione, le norme europee e quelle nazionali.      
Si sollecita inoltre di denunciare con forza le gravi carenze progettuali che minacciano la salute dei cittadini, il paesaggio, l’ambiente ed il territorio, promuovendo un’azione coordinata con i Sindaci di Villa San Giovanni e Reggio Calabria.

CHIEDONO CON URGENZA

al Sindaco di Messina, quale primo responsabile della tutela della salute pubblica, e ai destinatari in copia, di non adottare alcun ulteriore atto che possa favorire l’avanzamento del progetto, in quanto privo delle necessarie garanzie progettuali, ambientali, sanitarie e giuridiche.        
In caso contrario, i firmatari si riservano di agire per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali (inclusi quelli biologici e morali).          

La presente è indirizzata al Sindaco del Comune di Messina e della Città Metropolitana di Messina. Viene inviata per conoscenza e per l’adozione di ogni consequenziale atto e/o provvedimento anche a: Prefetto di Messina; Presidenza del Consiglio dei Ministri; Ministero dell’Ambiente; Ministero della Cultura; Ministero della Salute; Ministero dell’Economia; Ministero delle Infrastrutture; Presidente della Regione Siciliana; Stretto di Messina S.p.A.; Al consorzio Eurolink.

ELENCO SOTTOSCRITTORI

I sottoscritti sono informati che i dati compresi nella presente diffida, di cui è facoltativo il conferimento, saranno utilizzati per le sole finalità previste dalla legge, e secondo modalità a ciò strettamente collegate

Eduardo Abramo
Eduardo Abramo
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