26 Settembre 2025Eduardo AbramoAttualità e Politica

Ponte, alla Lega la “difesa d’ufficio”, e la presidente Meloni?

Il dibatto politico è più che mai acceso dopo le osservazioni della Corte dei Conti. La presidente del Consiglio da sempre sembra centellinare le uscite mediatiche sulla grande opera

Per il ministro dei Trasporti Matteo Salvini e per l’amministratore delegato della società Stretto di Messina Pietro Ciucci tutto si sta svolgendo nel contesto della “normale dialettica”. Il progetto del Ponte continua a far discutere, le dichiarazioni politiche si susseguono mentre L’ultima “grana” istituzionale per la Lega è arrivata dalla Corte dei Conti. La delibera Cipess, con la quale lo scorso 6 agosto è stato approvato il progetto della grande opera, deve essere integrata. Venti giorni dati al Governo per offrire risposte su documenti carenti, istruttorie incomplete, pareri mancanti, costi lievitati e stime di traffico discutibili. Non esattamente dettagli. Sotto il profilo procedurale – ad esempio – si chiedono chiarimenti in merito alle valutazioni svolte “in relazione all’efficacia della delibera del Consiglio dei ministri del 9 aprile 2025 con la quale è stata approvata la relazione relativa ai motivi imperativi di interesse pubblico”. Per i contrari al ponte la conferma che tutti i dubbi sono e rimangono fondati.

La difesa del Ponte intanto sembra avere un unico colore politico. Il vede della Lega. Interventi decisi da parte del Ministro Salvini e del commissario regionale del partito, il senatore messinese, Nino Germanà. Ma perché la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulla vicenda non si esprime? Certo gli impegni di politica internazionale in questo momento giustificano tale “assenza”. Ma il problema riguarda l’opera pubblica più imponente e costosa della storia d’Italia e appare strano che la presidente Meloni sulla questione, in generale, non si esprima quasi mai e non la sostenga più di tanto mediaticamente. Il “cavallo di battaglia” è della Lega, così come l’assegnazione della “difesa d’ufficio” quando l’opera subisce uno stop o viene sommersa dalle critiche. Dal partito di Salvini comunque sono arrivate le solite rassicurazioni, e la promessa che i cantieri apriranno secondo le previsioni. Peccato che queste ultime siano piuttosto variabili.

Eduardo Abramo
Eduardo Abramo
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