Polizia Municipale, continua lo stato di agitazione. Comunicato “di fuoco” dei Sindacati

Non si escludono scioperi e manifestazioni di protesta. Ecco il documento firmato dai segretari di Cgil (Francesco Fucile), Cisl (Giovanna Bicchieri), Uil (Emilio Di Stefano), Csa (Pietro Fotia) e Silpol (Pippo Gemellaro):

“In riferimento all’incontro del 26 Gennaio 2022, che fa seguito a quello in
Prefettura del giorno 23 Dicembre 2021, tra l’Amministrazione Comunale e le
scriventi OO.SS., nel quale si era deciso momentaneamente di sospendere lo
stato d’agitazione, per l’impegno assunto dall’Assessore Musolino in quella
circostanza, di fornire a breve termine risposte in merito alle problematiche
evidenziate, si ritiene opportuno fare alcune considerazioni in relazione al
confronto sopra richiamato.
Non si può che rilevare, come del resto si era già ribadito in Prefettura,
che rispetto alle problematiche inerenti la nomina del Comandante e
l’assunzione di personale di P.M., le risposte fornite dall’Assessore Musolino
e dal Direttore Generale Basile, non hanno aggiunto nulla di nuovo, legando
gli eventuali provvedimenti all’approvazione del Piano di Riequilibrio, mentre
sulla questione dei “cambi di profilo” vi è stata ulteriore conferma a non
voler aprire alcun confronto o tavolo tecnico, ritenendo legittimo il percorso già
intrapreso.
Quanto sopra rappresenta ulteriore conferma dell’atteggiamento di
superficialità e noncuranza con il quale si sono affrontate le tematiche
generali della P.M. di Messina e dei lavoratori di questo settore.
Certamente rispetto a queste posizioni non si può che dissentire atteso
che, per quanto riguarda i primi due aspetti, vi erano e vi sono tutte le
condizioni finanziarie e legislative che potevano e possono consentire di
indire sia il bando per il comandante che quello per l’assunzione di nuovi
operatori. Non lo si è fatto per scelta politica, quella stessa che oggi preclude,
per ragioni di spazio nell’Organigramma vigente, la presenza di un ulteriore
dirigente in aggiunta a quelli rimasti dopo i vari tagli effettuati.
Lo stesso dicasi per le assunzioni, atteso che lo stesso piano di
riequilibrio prevedeva assunzioni nell’Ente già a partire da quest’anno e
comunque, rispetto alla Polizia Locale, la normativa in questi anni ha
consentito di derogare anche ai vincoli assunzionali. In questa sede si è
operato invece, piuttosto che in modo strutturale con immissione di personale
a tempo indeterminato, utilizzando l’Istituto del “Comando” da altre
Amministrazioni, metodica che aggira la forma ma non l’impegno finanziario
dell’Ente, stante l’obbligo di restituzione delle risorse per il prestito ottenuto.
I 46 agenti assunti a tempo determinato sono un supporto ottenuto
attraverso il finanziamento dei Decreti Sicurezza del Ministero dell’Interno. A
conclusione del periodo accordato, si avrà modo di vedere la vera volontà di
questa Amministrazione Comunale se sarà quella della stabilizzazione.
Il “cambio dei profili”, una mera operazione di facciata e spot sui
social, ha creato solo danno ai lavoratori interessati, nessun risparmio
economico ed ancor più la loro sostituzione con altri operatori prelevati dalla
strada, quella strada sempre decantata come un mantra dove dovrebbero
vivere e morire i componenti del Corpo di Polizia Municipale di Messina. Tale
operazione ha procurato disservizi e un danno generale, tant’è che finito lo
spot è dovuta cominciare un’operazione di rientro per far fronte a necessità e
all’assolvimento di processi indifferibili che attengono alle altre funzioni della
P.M.
Su un solo punto il confronto si è realizzato e questa nostra nota
ritardata nella pubblicazione è a verifica della volontà assunta nella sede di
confronto del 26 di gennaio: il sistema dei servizi e la necessita di
programmarne taluni con una cadenza almeno mensile.
Gli errori e gli orrori organizzativi assunti da chi prende decisioni senza
rapportarsi con professionalità ed esperienze acquisite sono diventati regola,
che si traduce nel vero danno all’attività lavorativa ed alla vita di relazione
degli appartenenti alla P.M..
Non è pensabile centralizzare servizi giornalieri per trecento persone su
fantomatiche programmazioni algebriche e verificare il disastro degli ultimi
mesi con pubblicazione dei fogli di servizio ad orari improbabili, assenze,
sviste e continue rimodulazioni.
Ciò rende necessaria qualche mea culpa ed anche l’umiltà di tornare sui
propri passi. È un’operazione sulla quale si è cercato di trovare unità di intenti
ma ad oggi, a distanza di una settimana, non si apprezza alcun segnale,
come ci si attendeva, di inversione di rotta, attraverso la programmazione
mensile dei servizi serali/notturni, la predisposizione dei turni ai Corpi di
Guardia, l’eliminazione delle deroghe e la contestuale partecipazione di tutti a
detti servizi che rientrano peraltro tra quelli disagiati.
Le scriventi OO.SS. esprimono insoddisfazione e forte rammarico per la
gestione delle tematiche di una vertenza che non ha avuto e non ha alcuna
connotazione di strumentalizzazione politica ma traduce e finalizza
l’insofferenza dei lavoratori verso obiettivi la cui rappresentanza rientra nel
ruolo istituzionale del sindacato.
Gli atteggiamenti dell’Amministrazione si ritiene debbano essere
improntati a realizzare buone relazioni sindacali, pur nel rispetto dei ruoli.
Pertanto, nel verificare la chiusura, quasi totale, si conferma il mantenimento
dello stato di agitazione e si programmeranno, in assenza di segnali
inequivocabili di svolta, azioni di lotta ed iniziative nei confronti degli Enti
preposti alla vigilanza sulle tutele dei lavoratori”.

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