Pochi giorni per la gara d’appalto per il padiglione 10 dell’ex “Margherita”. Tempi più lunghi per gli altri tre immobili
Si procede per la realizzazione della Biblioteca. Gli uffici regionali comunicano che entro l’anno i lavori saranno affidati. Ma CittadinanzAttiva insiste: “Quegli edifici devono essere restituiti alla sanità, no alla cittadella della cultura”
MESSINA. Primi spiragli di luce nel buio degli edifici abbandonati di viale della Libertà. Entro pochi giorni sarà bandita la gara d’appalto per la ristrutturazione del padiglione 10 dell’ex ospedale “Regina Margherita” di Messina. Secondo i progetti diventerà sede della Biblioteca Regionale, l’investimento supera gli 11 milioni di euro. Entro l’anno i lavori dovrebbero essere affidati. Tempi più lunghi invece per altri 3 padiglioni – l’1, il 2 e il 3 – che dovrebbero ospitare sale museali e uffici regionali.
E’ quanto riferito dal dirigente regionale Giuseppe Alongi del Dipartimento dei beni culturali e dell’identità siciliana. L’iter per la trasformazione del pregiato complesso immobiliare, attualmente abbandonato e vandalizzato, in “cittadella cultura” procede, anche se, il traguardo della complessivo recupero degli edifici, con apertura al pubblico, rimane lontano.


Se infatti per il padiglione 10 la gara d’appalto è pronta, per quanto riguarda gli atri immobili citati si attende il lavoro tecnico del Genio Civile di Messina (stazione appaltante) che ha avuto delega dagli uffici tecnici regionali di procedere con i progetti. Per questo secondo “lotto”, che comprende i tre padiglioni, anche il finanziamento arriva da un canale diverso ed è quello dei fondi Sviluppo e Coesione 2020/2027. Più di 16 milioni di euro (più le rimanenze di un vecchio finanziamento da delibera regionale) che l’assessore ai Beni Culturali Paolo Scarpinato aveva annunciato, nel marzo scorso, come determinati per il recupero dell’ex “Margherita”. Cancellare la vergognosa condizione di abbandono del complesso immobiliare non sarà dunque immediato. E comunque il danno, causato da decenni di abbandono è fatto. Di positivo potrebbe esserci che la ditta che si aggiudicherà i lavori per la ristrutturazione del padiglione 10 potrebbe quantomeno chiudere l’area e vigilare in una zona che oggi è “terra di nessuno”.


Rimane però un’altra questione aperta. Ed è quella evidenziata con forza da Cittadinanzattiva. Secondo robusti pareri legali, tutta l’operazione che porterà alla realizzazione della “Cittadella della Cultura” si fonderebbe su presupposti giuridici scorretti. L’Asp, secondo i cittadini che hanno presentato anche una diffida alla Regione, non avrebbe potuto cedere in comodato d’uso per 99 anni alla Sovrintendenza ai Beni Culturali (ovvero alla Regione), beni immobili vincolati ad usi sanitari. Il tutto è avvenuto però con una legge del 2015 che avrebbe “ignorato” il fatto che quell’area è bene indisponibile dello Stato con destinazione specifica. La Regione, seppur con i suoi tempi, procede comunque nella direzione della “cittadella della cultura”. Gli uffici fanno riferimento, ovviamente, a quanto stabilito dalla Politica dei loro palazzi. Ma il capitolo non sembra chiuso. Per i messinesi, attualmente, un ospedale in meno e tanto degrado.










