Pilone di Faro, si potrà salire in cima. Ecco cosa progetta il Comune
Presto le gare d’appalto per due lavori che riguardano il grande elettrodotto dismesso ormai tra i simboli della città dello Stretto
MESSINA. Una nuova recinzione e la messa in sicurezza della struttura. A seguire il “Pilone” di Torre Faro potrà essere visitato da cittadini e turisti che potranno salire fino in cima per ammirare uno dei panorami più belli del mondo. Quando? Non ci sono ancora date precise. Ma intanto sono questi i progetti dell’Amministrazione Comunale mirati al recupero e alla valorizzazione dell’immenso elettrodotto dismesso, ormai simbolo del panorama dello Stretto di Messina. “Si tratta di due progetti diversi – ha spiegato l’assessore alle politiche del mare Francesco Caminiti – le procedure di approvazione sono in corso. Con il primo, che ha un importo inferiore ai centomila euro, si sostituirà la vecchia recinzione ormai a pezzi e si eviteranno così anche incursioni non autorizzate e pericolose, con il secondo si sostituiranno la parti ammalorate o arrugginite della struttura. Per questi ultimi lavori si ipotizza una spesa di un milione di euro circa e l’intervento di operai altamente specializzati”. Le risorse economiche dovrebbero essere recuperate dai finanziamenti “Pon Metro 21/27”, le gare per le aggiudicazioni non tarderanno, assicura l’assessore Caminiti.
Ma che fine ha fatto il progetto di riqualificazione con edificio circolare alla base del pilone che anni fa aveva vinto il concorso di idee? Dove è finito il ristorante vista mare con il polo museale che avrebbe trasformato il traliccio in una torre Eiffel dello Stretto?
Tutto questo era contenuto nell’elaborato di massima che era stato redatto dallo studio De Cola nei primi anni duemila. “Quell’idea progettuale – ha spiegato ancora l’assessore Caminiti – è stata valutata in conferenza dei servizi dopo aver apportato anche alcune modifiche, ma il Demanio Marittimo della Regione Sicilia non lo ha autorizzato perché in quella zona non si può edificare nulla che sia permanente”


In pratica, per semplificare molto i termini, sull’arenile non può si costruire, anche se (paradosso) il Pilone ha già una base in calcestruzzo enorme a forma di stella e metallo che si estende in altezza fino ai 244 metri. Per realizzare altre strutture permanenti occorrerebbe una legge ad hoc. Si possono assemblare solo strutture accostabili per tipologia a quelle utilizzate dagli stabilimenti balneari.
Per quanto riguarda l’interrogazione del consigliere comunale del Pd Alessandro Russo che aveva riacceso i riflettori sulla vicenda, Caminiti riferisce che i fondi Pnrr sono stati destinati alla realizzazione del complesso museale alle vicine Torri Morandi. Anche lì però, almeno per il momento, non si muove foglia.







