Pedaggio “Villafranca”: Biancuzzo non si ferma e scrive a Mattarella
Pagare il pedaggio autostradale nel contesto di una tangenziale urbana. Messina nord come fosse un altro comune. Nuova lettera dell’ex consigliere della VI Municipalità Mario Biancuzzo alle autorità nazionali. “E’ una vergogna”:
“Si rappresenta alle Autorità in indirizzo l’assurda vicenda inerente la
persistente imposizione da 52 anni del pedaggio lasciato impunemente
all’interno del perimetro geografico della città di Messina, sebbene nel
frattempo gli altri eliminati. Essendo la località di Ponte Gallo una zona
posizionata a nord della città di Messina, non si comprende per quale
motivo debba sussistere il pedaggio con il casello insistente all’interno
della città di Messina, non si comprende per quale motivo debba
sussistere della città di Messina. Da tale premessa si evidenziano
incongruenze ed anomalie:
1) Nella direzione Messina, dal Comune di Milazzo, al casello di Ponte
Gallo si trova una tabella quando si proviene con una dicitura falsa e
ingannevole che riporta la dicitura Villafranca Tirrena, mentre non è così perché è una bretella di raccordo che connette la zona centrale di Messina alla sua parte nord.
2) Quando si proviene dal Comune di Milazzo, verso il Comune di
Messina, al casello di Milazzo si trova una altra indicazione,
incredibile ma vero: la tabella con la dicitura “Barriera Messina
Nord” (vedi foto allegata) è chiaro che bisogna mettersi d’accordo,
ovvero consultando google maps e il piano urbanistico della città di
Messina. Ponte Gallo è una zona come un altra di questa città. Va da
sé che non si può imporre una tassazione illecita perché
ingiustificabile ai vettori in transito. Inoltre si ricorda che lo scrivente
ha curato una petizione nel 2017 con 9566 firme, una successiva
raccolta firme con 11011 sottoscrittori, entrambe inoltrate a molte
delle autorità qui in indirizzo e anche agli Enti locali preposti, al fine
di specificare le ragioni sussistenti che condizionano lo viluppo della
zona nord della città di Messina. In quanto di fatto si ha una
interruzione della continuità territoriale che penalizza l’intero
territorio della città di Messina. E’ noto che, la normativa vigente
non consente agli svincoli di accesso alla città e di raccordo delle
varie parti della stessa di avere imposti pedaggi. Solo a Messina
sussistente il “Casello della Vergogna” che da 52 anni opprime lo
sviluppo di questa porzione del territorio cittadino. Anche se ci si
chiede di conoscere cosa ne sia dell’incasso di 52 anni di pedaggio
illegittimo, che per le motivazioni espresse rappresenta da se danno
erariale. Alle assurde vicende legate al “Casello della Vergogna” si
indica che nell’attestato di pagamento rilasciata ogni volta che si
transita dal pedaggio di Ponte Gallo si trova scritto il Comune di
Villafranca Tirrena. Ma Villafranca Tirrena è un altro Comune a se,
distinto e distante da Messina, ed è un territorio che non è
transitabile quando si esce da questo pedaggio perché si trova
altrove.
Pertanto sintetizzando le ragioni fondanti della richiesta in oggetto:
interruzione della continuità territoriale, danno erariale, normativa
vigente con la quale sono stati rimossi i pedaggi all’interno de territorio di
ogni Comune. Si reclama il ripristino della legalità eliminando
immediatamente il pedaggio presso la bretella in entrata ed uscita a
Ponte Gallo città di Messina. Si precisa altresì che non si tratta di casello ma di una bretella che collega il centro della città con la riviera nord della
stessa città di Messina, inoltre non consente l’uscita e l’entrata direzione
Palermo. Eliminate subito il “Pedaggio della Vergogna”. Si resta a
disposizione per fornire prove documentali, notizie di informazioni utili al
bisogno”. Mario Biancuzzo








