6 Maggio 2026RedazioneCronaca e Giudiziaria

Patti, il “finto Carabiniere” finisce in manette: sessantottenne intuisce l’inganno e fa arrestare due truffatori

A Patti la solita trappola del “finto Carabiniere” è finita male per due pregiudicati catanesi di 31 e 45 anni, arrestati ieri dai militari della Compagnia locale con l’accusa di tentata truffa in concorso grazie alla straordinaria prontezza di spirito di una potenziale vittima. Il copione, ormai tristemente noto alle cronache, è andato in scena nella mattinata di ieri quando la donna, una sessantottenne del luogo, ha ricevuto la telefonata di un uomo che, spacciandosi per un militare dell’Arma, le ha riferito che sua figlia aveva causato un grave incidente stradale ferendo una bambina e, per evitarle immediate conseguenze giudiziarie, sarebbe stato necessario consegnare una “cauzione” in contanti o gioielli a un incaricato che si sarebbe presentato da lì a breve presso la sua abitazione. Tuttavia, nonostante la pressione psicologica esercitata dai malviventi, la vittima non si è lasciata intimorire e, intuendo immediatamente la natura fraudolenta della richiesta, ha mantenuto il sangue freddo allertando il Numero Unico di Emergenza 112 per attivare i veri Carabinieri; la solerte segnalazione ha così permesso ai militari della Compagnia di Patti di organizzare un tempestivo servizio di appostamento nei pressi della casa della donna, riuscendo a intercettare e bloccare i due complici proprio nell’istante in cui si presentavano per riscuotere i preziosi richiesti poco prima al telefono. Al termine delle formalità di rito, la Procura della Repubblica di Patti ha disposto per entrambi la misura degli arresti domiciliari, confermando l’importanza cruciale della collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine nel contrasto a un fenomeno odioso che colpisce le fasce più vulnerabili della popolazione. L’Arma dei Carabinieri, nel ribadire come nessuna forza di polizia richieda mai denaro o beni materiali per il pagamento di cauzioni, invita ancora una volta la cittadinanza a diffidare di interlocutori telefonici sospetti e a segnalare immediatamente ogni tentativo di approccio anomalo attraverso il 112, unico strumento realmente efficace per stroncare sul nascere questi raggiri e permettere interventi risolutivi contro i professionisti della truffa.

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