Parco urbano di Camaro. Una vergogna a tutti gli effetti. Intervento di Libero Gioveni

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“Sul parco urbano di Camaro S. Antonio è calato un ingiustificato silenzio! E il nostro riferimento, stante l’ormai assenza dell’Amministrazione, è certamente rivolto alla struttura commissariale per il Risanamento che continua a non dare risposte, né sui tempi né sul merito, ad una comunità ferita!”
Con queste parole cariche di amarezza i consiglieri di Fratelli d’Italia Libero Gioveni (Consiglio Comunale) e Alessandro Cacciotto (terza Municipalità), manifestano ancora la loro preoccupazione per il reiterato immobilismo che grava sull’incompiuta di Camaro S. Paolo, soprattutto perché lo scorso 1 ottobre era stata investita dagli stessi con una dettagliata nota il Commissario Straordinario per il Risanamento Cosima Di Stani, alla quale non è stato dato ancora riscontro.

Era il lontanissimo 20 novembre 2003 – ricordano Gioveni e Cacciotto – quando, nell’entusiasmo generale dei residenti di Camaro S. Paolo, per la prima volta delle ruspe vennero azionate per buttare giù la prima delle circa 50 baracche insistenti in c/da Sant’Antonio, un’area inserita nell’ambito “C” del Risanamento ubicata proprio sotto la chiesa parrocchiale e che si sarebbe dovuta trasformare in un bellissimo parco urbano con annesso anfiteatro da 500 posti.
Dopo più di 18 anni da quella giornata storica e alla luce delle nuove competenze in materia di Risanamento figlie della Legge n. 76 del 28 maggio 2021 – proseguono i due consiglieri – abbiamo voluto rappresentare al Commissario l’urgente necessità di porre fine una volta per tutte ad un’autentica odissea vissuta dai residenti di Camaro S. Paolo, che si ritrovano a convivere da più di tre lustri soltanto con una vasta area di cantiere (spesso anche con una recinzione divelta e insicura) che, nonostante le azioni intraprese da Arisme, ad oggi risulta essere ancora una delle più grandi opere incompiute cittadine!

Appare ormai superfluo ricordare le tante vicissitudini che hanno caratterizzato la storia di questo cantiere sin appunto dalle sue origini, con continue interruzioni dovuti ad espropri, al prelievo e allo smaltimento dell’amianto, a ricorsi al TAR e al CGA e, in ultimo, al contenzioso che l’IACP ha avuto con l’impresa aggiudicatrice e quella subappaltatrice.

Così come ci sembra fin troppo evidente – insistono gli esponenti di FdI – rappresentare ancora una volta i sentimenti di rassegnazione, scoramento e indignazione che predominano in tutta la popolazione di Camaro S. Paolo e, in particolare, fra i residenti delle palazzine limitrofe all’area nonché fra i frequentatori della vicina parrocchia, la quale avrebbe potuto già sfruttare benissimo da quasi 8 anni questo prezioso spazio per le diverse attività oratoriali, visto che la consegna dell’opera era prevista addirittura per il mese di giugno 2014!
Eppure non mancherebbe molto adesso al completamento di questo autentico “gioiello di architettura”, per cui rappresenterebbe davvero una beffa per i residenti della zona non giungere per poco al “fotofinish” di un’opera che certamente rappresenterà un “fiore all’occhiello” non soltanto per la vallata di Camaro, ma anche per l’intera città!
Ad oggi, infatti, al netto dell’assoluto degrado che imperversa nell’area – ricordano ancora Gioveni e Cacciotto – non sono stati ancora del tutto completati l’anfiteatro, la strada interna, i parcheggi e l’impianto di videosorveglianza composto da ben 5 telecamere, così come non è stata ancora rifinita la piazza e allocati gli arredi.
Ad onor del vero, Arisme era riuscita ad ottenere, dopo una visita di valutazione tecnico-amministrativa da parte del collaudatore avvenuta nel mese di maggio 2020, il verbale relativo allo stato di consistenza dei lavori, atto necessario per poter bandire finalmente la nuova gara d’appalto per il completamento, non prima però di aver accertato la corrispondenza fra quanto eseguito fino alla risoluzione del contratto e ammesso in contabilità e quanto previsto nel progetto approvato, tenendo conto che le somme residue di 431.000 euro in capo all’IACP in atto non possono di certo essere considerate più sufficienti.
Auspichiamo, quindi – concludono Libero Gioveni e Alessandro Cacciotto – che al netto del mancato riscontro alla nostra nota del 1 ottobre sullo stato dell’arte dell’opera, molto presto si riaccenda concretamente la speranza fra i residenti di Camaro S. Paolo di vedere completato finalmente un progetto che allo stato attuale sta facendo ancora di più affondare nel degrado una zona e una comunità desiderose di riscatto.

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