Orsa: “Storica sentenza che scardina la manipolazione delle relazioni sindacali”
La vicenda legale riguarda il sindacato e l’azienda di trasporto pubblico modenese. Secondo il segretario Mariano Massaro rappresenta un precedente importante
“Uno storico pronunciamento della Corte Costituzionale pone le basi per superare l’annosa
monopolizzazione delle relazioni sindacali che insiste in molte aziende sul territorio nazionale”. Lo dichiara il segretario generale del sindacato Orsa Mariano Massaro facendo riferimento al giudizio di costituzionalità N. 156, depositato il 30/10/2025.
La vicenda legale riguardava il sindacato autonomo ORSA Trasporti e l’azienda del trasporto pubblico modenese SETA SpA.
“Nonostante l’ORSA vantasse un numero consistente di iscritti nell’unità produttiva di Modena –
risultando in alcuni anni la prima o la seconda forza sindacale – l’azienda si era sempre rifiutata di
riconoscere i diritti sindacali e le Relazioni Industriali. Fino a oggi – dichiara Mariano Massaro – una distorta interpretazione della Legge consentiva ai datori di lavoro di conferire rappresentatività solo ai sindacati che avessero firmato il contratto collettivo applicato in azienda o che avessero comunque partecipato alla trattative. Poiché ORSA non era stata ammessa a firmare né a partecipare a tali accordi di livello
Nazionale/Territoriale, era stata estromessa dai diritti legati alla rappresentatività sindacale. In buona
sostanza, il vecchio sistema creava un circolo vizioso che consentiva al datore di lavoro di scegliere il
proprio interlocutore sindacale, escludendo le sigle considerate “scomode”, anche se dotate di un forte
consenso territoriale tra i lavoratori. Con tale sistema blindato delle Relazioni Industriali si innescava il
paradosso per cui, in molte attività produttive, il datore di lavoro considerava interlocutori privilegiati
solo i Sindacati firmatari di Contratto Collettivo seppure poco rappresentativi in azienda.
Viceversa – dichiara ancora Massaro commentando la sentenza – Sindacati a cui strumentalmente veniva impedita la trattativa pativano l’esclusione seppure fortemente rappresentativi. Significa che, in determinate aziende, sindacati con pochi iscritti, in alcuni casi senza alcun seguito fra i lavoratori, detenevano l’esclusiva dei diritti sindacali e della rappresentatività semplicemente perché firmatari dei Contratti Collettivi di categoria, mentre un sindacato non firmatario ma con un notevole consenso in azienda in termine di lavoratori associati, restava fuori dalle stanze decisionali, in spregio ai principi della democrazia rappresentativa che regola le Relazioni Sindacali ai livelli nazionali e allo stesso modo devono trovare applicazione al secondo livello territoriale.
A ristabilire giustizia ed equità è finalmente intervenuta la Corte Costituzionale che così si è pronunciata:
“Compete al legislatore un’organica riscrittura della disposizione censurata, affinché essa, dopo
essere stata profondamente incisa dall’esito referendario, e successivamente emendata da
questa Corte, venga a delineare un assetto normativo capace di valorizzare l’effettiva
rappresentatività in azienda quale criterio di accesso alla tutela promozionale delle
organizzazioni dei lavoratori”.
La Confederazione ORSA ringrazia il proprio Comparto Trasporti per la competente e dettagliata
rivendicazione, ai massimi livelli, dei principi di democrazia e libertà sindacale costituzionalmente
garantiti. La storica sentenza della Corte Costituzionale apre un nuovo scenario che a cascata ricadrà
su tutti i settori produttivi e consentirà ai lavoratori di scegliere liberamente da chi farsi rappresentare”.








