13 Marzo 2026Eduardo AbramoCronaca e Giudiziaria

VIDEO| “Omicidio di Stato”. Il dolore e la rabbia per la morte di Daniela. La denuncia non l’ha salvata

Organizzata per il 17 marzo una fiaccolata in piazza Duomo

MESSINA. Un lenzuolo bianco, poche ma forti parole in rosso e nero, e un tappeto di mimose insanguinate. Si presenta così, stamane, il civico di via Lombardia dove viveva Daniela Zinnanti, la cinquantenne vittima dell’ennesimo femminicidio che ha sconvolto la città.

Lo striscione, affisso nelle scorse ore alla cancellata del cortile, trasforma il dolore privato in un durissimo atto d’accusa politico e sociale: Daniela aveva denunciato. Femminicidio = omicidio di Stato. Noi non ti dimentichiamo. Non una di meno”.

Daniela Zinnanti, infatti, aveva trovato il coraggio di interrompere il silenzio, rivolgendosi alle autorità per segnalare i comportamenti dell’ex compagno. Una richiesta d’aiuto che non le ha salvato la vita.

Da questa mattina mazzetti di mimose colorate di rosso sottolineano il paradosso di una protezione che doveva esserci e non c’è stata. Altri fiori sono stati deposti fin sotto le finestre dell’appartamento.

La morte di Daniela solleva un interrogativo che interroga l’intero sistema giudiziario e sociale: cosa resta della promessa di tutela dello Stato quando una donna, dopo aver denunciato, viene lasciata sola di fronte al proprio carnefice?

Intanto per ricordare Daniela è stata organizzata una fiaccolata che si terrà il 17 marzo in piazza Duomo


Eduardo Abramo
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