2 Marzo 2025Francesco PellegrinoSport

Monopoli – Messina, uomini soli

“Bisogna andare, comunque andare”: il Messina viaggia alla volta di Monopoli in occasione della ventinovesima giornata del campionato di Serie C, Girone C.

“Un bacio nel silenzio…”

Diario di una crisi societaria, giorno 12. Nessuna novità sul fronte, solo tanta taciturnità che prolunga la fase di stallo in cui la Messina calcistica è piombata poco meno di due settimane fa.

Il mancato adempimento della parte contributiva (pari a circa 130.000€) da versare nelle casse della Lega Pro entro la mezzanotte fra lunedì 17 e martedì 18 febbraio, congiuntamente alla non avvenuta copertura entro la data limite del 20 febbraio della prima tranche (dal valore di 1.250.000€, come testualmente riportato nell’atto ufficiale siglato in data 2 gennaio presso lo studio legale dei notai Silverio Magno e Mariagrazia Minutoli) destinata all’ex patron del collettivo, Pietro Sciotto, per l’acquisizione dell’80% delle quote del club, ha significativamente ridotto all’osso la credibilità di AAD Invest Group (fiduciaria di matrice lussemburghese – americana formalmente posseditrice del pacchetto di maggioranza dello stesso), mettendone altresì in luce l’attuale inconsistenza ed alimentando conseguentemente la disillusione di un ambiente tradito e privo di fiorenti prospettive nei riguardi di un futuro quanto mai precario.

Vedute contraddistinte da nebulosità e pessimismo, all’interno delle quali ha iniziato a prendere corpo la spettrale supposizione dell’ennesimo fallimento giuridico (il terzo negli ultimi 18 anni), oltre che sportivo: una visione (neanche a dirlo) da scongiurare in tutti i modi possibili, ma che non è altro che la cartina al tornasole della grande incertezza e dell’altrettanto grande preoccupazione nutrita, allo stato attuale delle cose, dalla spaventata piazza siciliana.

Qualcosa si sta muovendo? Mah, insomma. L’importante saldo della poco dispendiosa rata mensile relativa al Decreto salva-calcio (ordinanza che, ricordiamo, permette alle società di spalmare i debiti fiscali nutriti nei confronti dell’Erario) rappresenta sicuramente un primo passo in termini concreti e non più puramente idealistici, ma non può certamente fungere da indice di affidabilità e stabilità economica della nuova proprietà, né tanto meno può cancellare dalla memoria collettiva i dolorosi avvenimenti intercorsi da poco meno di 14 giorni a questa parte: già, perché ricucire lo strappo con l’ambiente (causato soprattutto dall’ingiustificabile carenza di tempestive comunicazioni da parte dei diretti interessati) si rivela attualmente missione assai ardua, per non dire “altamente improbabile” o, ancora peggio, “impossibile”.

Il futuro del Messina Calcio resta appeso ad un filo sottilissimo. Quello tenuto fra le dita da Pietro Sciotto, da venerdì 21 in pieno potere legale di interrompere l’accordo di compravendita dell’80% delle azioni biancoscudate per mezzo della clausola presente nel contratto di cessione di esse stipulato circa 52 giorni or sono. Un atto che lo porrebbe nuovamente (seppur solo dal punto di vista puramente normativo) al timone della Biancoscudata, e che si rivelerebbe propedeutico all’avviamento delle interlocuzioni con una lista di profili che sarebbero già stati individuati grazie anche al contributo di un’Amministrazione comunale finalmente scesa in campo (e cui compito, ribadiamo, non può e non deve certamente ridursi a quanto fatto nell’ultima settimana).

La palla, dunque, passa nuovamente nelle mani dell’imprenditore di Gualtieri Sicaminò, a cui è ascrivibile gran parte della paternità del disastro che si sta consumando nelle ultime ore. Sì, poiché il clamoroso errore che consiste nell’aver affidato le chiavi della società ad una realtà dimostratasi sin qui inattendibile, unita al temporeggiamento (ancora in corso) circa l’attivazione della condizione rescissoria del patto siglato agli albori del nuovo anno, rappresenta lo scivolone per eccellenza di un binomio durato otto lunghi anni, fra alti e bassi.

Ammessa la commissione di errori (capita a tutti di sbagliare, in fondo), inammissibile la complicità riscontrabile in questa inspiegabile perdita di tempo. Situazione tanto assurda quanto velenosa che, ci auguriamo, possa essere risolta quanto prima. In nome di un amore condiviso, ci auguriamo, da tutte le parti in causa. A buon intenditor…

Ed il campo?

Abbondante premessa fatta. Obbligatorio riportare gli ultimi accadimenti, fondamentale non dimenticarsi che il terreno di gioco rimane il giudice supremo, effettivo specchio della maturità tecnico-tattica raggiunta e degli obiettivi a brevissimo termine. Sì, c’è attesa riguardo la quantità di deferimenti (e la conseguente entità della penalizzazione) in arrivo, ma è altrettanto vero che il deficit di classifica non abbatterà completamente le speranze di una salvezza ancora più che possibile, a cui non si deve smettere di credere. All’insegna della compattezza, quella acquistata con maggior vigoria specialmente grazie alle sopraccitate vicende extra-campo, che hanno aumentato l’empatia di tutto l’ambiente nei confronti di un gruppo squadra fatto di uomini forti sia sportivamente che umanamente, seppur lasciati ingiustamente “soli”.

I peloritani, reduci dalla sconfitta di misura (prima dell’era Banchieri) incassata lunedì scorso nel derby contro il Trapani, si presenteranno in terra pugliese carichi di stimoli e voglia di riscatto: fattori positivi, a cui va però aggiunta la presenza di un carico di pressione non indifferente, determinato dalla necessità di ottenere tre punti fondamentali in vista della bagarre finale da ingaggiare con Casertana e Latina (con quest’ultima che, ieri pomeriggio, ha ottenuto in extremis un punto in quel di Altamura per effetto della rete di Luca Crecco che ha fissato il punteggio sul definitivo 1-1).

Cinismo ed opportunismo: due termini tanto assimilabili quanto assenti, sin qui, nel vocabolario del 2024/2025 peloritano. Caratteristiche importanti, da cui attingere gli elementi per affrontare al meglio la trasferta su un campo storicamente insidioso come il “Veneziani”, che non ha mai fruttato un verdetto positivo alla compagine giallorossa.

Ipotizzabile (a tal proposito) l’utilizzo sin dal primo minuto dell’artiglieria pesante, con De Sena che scalpita per una maglia da titolare al fianco di un Luciani (in ballottaggio con Tordini) che dovrebbe nuovamente rilevare un Costantino non ancora in splendida forma, come tastato nel corso dell’ultimo appuntamento disputato. Resta intoccabile un reparto difensivo dimostratosi sin qui affidabile e solido, con riconferma pressoché scontata del duo Dumbrăvanu – Gelli, probabilmente affiancati da Haveri (a sinistra, ritorno alla titolarità per lui) e Gyamfi. Si va verso la conferma in blocco del centrocampo schierato nel monday night contro i granata: Crimi, Büchel e Garofalo alle spalle di capitan Petrucci, con quest’ultimo sulla trequarti.

Equilibri instabili, con una graduatoria che potrebbe essere completamente riscritta dalle eventuali estromissioni dal campionato di Turris e Taranto: scenari ancora da definire (e che ci saranno noti nelle prossime ore) e che, innegabilmente, potrebbero ulteriormente complicare il quadro clinico di un collettivo che, ora più che mai, dovrà essere bravo ad isolarsi dalle insistenti voci che intercorrono. Almeno per 90 minuti.

Fronte Monopoli…

La formazione allenata da mister Alberto Colombo si posiziona attualmente al terzo posto della classifica a quota 49 punti, frutto di 13 vittorie, 10 pareggi e cinque sconfitte, ultima delle quali maturata in occasione dell’ultimo turno presso lo “Scida” di Crotone.

Un ruolino di marcia davvero impressionante che non solo fa del Monopoli la terza squadra meno battuta del girone ma che varrebbe, attualmente, la qualificazione diretta agli ottavi di finale dei prossimi Play-Off. Una stagione sin qui praticamente opposta sotto ogni punto di vista rispetto alla scorsa, conclusa con una salvezza molto risicata, centrata nel finale della gara di ritorno del Play-Out contro la Virtus Francavilla. Caratteristica principale dello spigoloso collettivo pugliese è la grande solidità difensiva: i biancoverdi posseggono infatti la miglior difesa del raggruppamento (con sole 18 reti subite) e la quinta se presi in considerazione tutti e tre i gironi. Il volo verso una promozione in Serie B dimostratosi, fino a questo momento, un obiettivo alla portata, sta vivendo una fase di battuta d’arresto rispecchiabile nei due punti collezionati nelle ultime quattro partite.

Modulo di riferimento un 3-5-2 in cui spiccano i nomi del giovane portiere Samuele Vitale, dei difensori Orlando Viteritti ed Antony Angileri, dei centrocampisti Christian Battocchio e Riccardo Bulevardi e degli attaccanti Federico Vázquez e Francesco Grandolfo.

Gli indisponibili ed i precedenti:

Forfait, fra i peloritani, del portiere Titas Krapikas (fermato per tre giornate dal Giudice Sportivo in seguito al rosso rimediato nella gara contro il Trapani), dei terzini Gabriele Ingrosso e Damiano Lia e dell’ala offensiva Marco Chiarella; recuperato l’attaccante Jaron Vicario. In casa biancoverde si registrano le defezioni del difensore centrale Pasquale “Lito” Fazio (nativo proprio di Messina) e proprio dell’attaccante Federico Vázquez; rientrano, nell’elenco dei convocati, il terzino Federico Pace ed il top scorer del team Francesco Grandolfo (10 le reti all’attivo per lui).

Gara d’andata, datata 20 ottobre 2024, terminata con il risultato di 0-0. Ultimo match al “Vito Simone Veneziani” rintracciabile nell’ultima giornata dello scorso campionato, conclusasi sul 2-1 per i padroni di casa: l’autorete di Giuseppe Salvo ed il raddoppio di Christian Tommasini rendono superfluo, ai fini del risultato, il bel colpo di testa di Pierluca Luciani. 

(Foto: pagina Facebook dell’ACR Messina; Francesco Saya)

Francesco Pellegrino
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