19 Aprile 2026Francesco PellegrinoPrimopiano, Sport

Messina, traverse e rimpianti: finisce 1-1 contro la Vigor Lamezia

Un punto guadagnato o due punti persi? Questo il dilemma, ma a conti fatti sembra più la seconda. Il Messina impatta in casa della Vigor Lamezia, ottenendo il dodicesimo pareggio della propria stagione, nel contesto della miglior prestazione della gestione Feola. Apre Andreassi al 9′, il definitivo 1-1 lo sigla il solito Roseti su calcio di rigore. Nel mezzo, tanto, tanto nervosismo e un’ottima prova dei peloritani, dimostratisi più propositivi dei propri avversari ma, allo stesso tempo, poco cinici. Insomma, c’è spazio per qualche recriminazione.

Mister Renato Mancini schiera la sua Vigor Lamezia sulle orme di un 4-3-3: Iannì in porta; il promettente Del Pin e capitan Sanzone al centro della difesa, con Montebugnoli a sinistra e D’Anna a destra; Andreassi, Maimone e Marigosu a centrocampo; in avanti spazio al tridente di grande qualità composto da Spanò, Cosendey e Catalano. Risposta speculare per mister Giuseppe Savanarola (nuovamente in sostituzione dello squalificato Feola), che sceglie Giardino a protezione dei pali; Bosia e Trasciani al centro della difesa, con Pedicone sulla corsia mancina e Clemente su quella di destra; Aprile, capitan Garufi e Zucco a dettare i ritmi dalla mediana; in avanti, la scelta ricade su Touré, Tedesco e Oliviero.

La prima occasione dell’incontro è di marca ospite e arriva dopo quattordici secondi di gioco: Aprile si avventa su una palla vagante e calcia da lontanissimo; tentativo troppo pretenzioso, che termina out. Al 5′ dialogo sull’out di sinistra tra Pedicone e Touré, che si scambiano più volte il possesso del pallone: il cross del primo viene deviato da Del Pin, il franco-maliano si coordina in una frazione di secondo e tira di collo esterno, centrando in pieno la traversa. Due giri di lancette dopo lo stesso legno viene colpito da Tedesco, che riceve una verticalizzazione da rimessa laterale e ci prova senza pensarci due volte: Iannì battuto, salvato anche in questo caso dalla trasversale. La sfortuna gioca un brutto scherzo ai biancoscudati, che al 9′ pagano a caro prezzo una disattenzione sul primo affondo dei padroni di casa: sgasata sulla catena mancina di Catalano, che si porta il pallone sul sinistro e fa partire un cross preciso ma abbastanza leggibile; da registrare la dormita del pacchetto arretrato peloritano, che lascia Andreassi troppo libero di colpire da posizione ravvicinata e fare 1-0. Svantaggio beffardo per i siciliani, ma la partita si fa immediatamente più viva: sullo straordinario assolo di Marigosu arriva l’errore di Spanò; dall’altro lato Oliviero viene fermato in maniera decisiva da un difensore avversario. Al 20′ ci riprova Aprile: botta che diventa facile preda di Iannì. Al 28′ Oliviero crossa dalle parti di Pedicone, che tenta un complesso diagonale al volo, murato. Vigor Lamezia pericolosa al 33′: nuova iniziativa di Catalano, che crossa verso Spanò, il quale liscia il proprio colpo di testa, non approfittando della grave disattenzione di Bosia e Pedicone. Al 38′ Pedicone è costretto a lasciare il campo per infortunio: al suo posto entra Maisano, che rimedia un cartellino giallo e salterà la trasferta di Barcellona Pozzo di Gotto della prossima settimana. Al 41′ i peloritani rispondono con Zucco, che rientra sul sinistro e cerca il palo lontano, andando troppo alto. Sul ribaltamento di fronte Maimone tenta la conclusione, Trasciani mura. Al 44′ i locali possono usufruire di una punizione da mattonella piuttosto defilata: Catalano cerca la porta, ma trova i guantoni di Giardino a chiudere. Finisce così la prima frazione di gioco.

Avvio di ripresa a tinte giallorosse. Al 52′ Touré dribbla Marigosu e calcia sul primo palo: parata da hockey di Iannì, che la mette in corner con il piede. Sugli sviluppi del calcio d’angolo che ne consegue è ancora l’estremo difensore lametino a essere miracoloso, parando all’altezza della linea di porta. Al 53′ licenza offensiva per Trasciani, che preferisce calciare piuttosto che servire Tedesco e trova i guantoni del solito Iannì. Al 55′ Maisano, innescato dal tacco di Touré, rientra sul destro e calcia a giro, trovando la risposta del portiere calabrese, che blocca a terra. Ancora Touré a suonare la carica: ottimo il suggerimento verso Oliviero, che sbaglia la misura del proprio colpo di testa sotto porta. I padroni di casa rispondono al 66′, andando a un centimetro dalla rete del raddoppio: traversone delizioso di Catalano per il perfetto inserimento di Maimone, il cui colpo di testa colpisce traversa, palo e linea prima di essere sputato fuori dalla retroguardia ospite. La ruota della fortuna gira in favore del Messina, i cui sforzi offensivi vengono premiati al 68′, minuto in cui D’Anna atterra Roseti nel cuore dell’area di rigore e causa un penalty: sul dischetto si presenta il subentrato Roseti, che apre il piattone, spiazza Iannì e fa sette in campionato, nonché l’1-1 al “Guido D’Ippolito”. Segue una lunghissima fase di nervosismo: a farne le spese sono Maglia e Mancini, rispettivamente DS e allenatore della Vigor Lamezia. Nel finale, forcing biancoscudato: all’86’ Touré, servito da Oliviero, entra in area e cerca il palo lontano, calciando però addosso a Iannì; all’89’, invece, è Zerbo a sciupare una potenziale palla-gol. È l’ultimo sussulto del match.

Sale a quota 28 punti in classifica il Messina, che con un successo si sarebbe isolato al sedicesimo posto, ultimo utile in chiave play-out, staccando di due lunghezze la Sancataldese e, soprattutto, alimentando le ambizioni di una salvezza diretta che, con l’1-1 di oggi, assume sempre più i contorni di una chimera difficilmente raggiungibile. Il CastrumFavara, dodicesimo, è adesso a sei punti di distanza e, per centrare la salvezza diretta, il Messina avrebbe ora bisogno di una vera e propria congiunzione astrale. Rammarico, dunque, da riscattare a partire dalla prossima settimana, nell’ultima trasferta di campionato a Barcellona Pozzo di Gotto contro una Nuova Igea Virtus in caduta libera.

(Foto: pagina Facebook dell’ACR Messina)

Francesco Pellegrino
Francesco Pellegrino
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