Messina, torna la proposta del vigile di quartiere: più controlli nelle periferie
A Messina si riaccende il dibattito sul rafforzamento della sicurezza urbana e del controllo del territorio, con una proposta che punta a potenziare la presenza della polizia municipale nei villaggi e nelle aree periferiche.
A rilanciare l’iniziativa è il consigliere comunale Libero Gioveni, capogruppo di Fratelli d’Italia, che durante una recente Commissione consiliare ha sollecitato il comandante Giovanni Giardina a istituire la figura del “vigile di quartiere”.
L’idea è quella di impiegare parte dei 100 nuovi agenti recentemente assunti per garantire una presenza più capillare sul territorio, con particolare attenzione alle periferie. Una proposta che, come ricordato dallo stesso Gioveni, non è nuova: era stata già avanzata nei mesi scorsi all’ex assessore Cicala e in passato era stata condivisa anche dall’amministrazione guidata da Cateno De Luca, senza però essere attuata a causa della carenza di organico.
L’obiettivo principale è contrastare fenomeni diffusi nei quartieri periferici, come l’abbandono indiscriminato dei rifiuti e la nascita di discariche abusive, che continuano a incidere sul decoro urbano. Ma la proposta guarda anche al tema della sicurezza, con l’intento di rafforzare la presenza degli agenti nelle zone meno presidiate.
Pur riconoscendo l’importanza dei controlli nelle aree centrali considerate più sensibili — come piazza Antonello, Cristo Re, piazza Cairoli e piazza Lo Sardo — Gioveni sottolinea la necessità di non trascurare le periferie, dove spesso si registrano situazioni di degrado e scarsa vigilanza.
Il modello organizzativo ipotizzato prevede piccoli gruppi di agenti assegnati a ciascuna circoscrizione, con turnazioni tra mattina e pomeriggio, in modo da garantire una presenza costante senza incidere in maniera significativa sull’organico complessivo.
Infine, il consigliere rilancia anche la proposta di riattivare alcuni presìdi territoriali della polizia municipale chiusi negli anni passati, come quello di Camaro, inattivo dal 2008. Un’iniziativa che, nelle intenzioni, rappresenterebbe un segnale concreto di presenza delle istituzioni e un punto di riferimento diretto per i cittadini.
La proposta torna così al centro del confronto politico cittadino, riaprendo il tema dell’equilibrio tra sicurezza, decoro urbano e presidio del territorio.








