14 Novembre 2025Fortunato MarinoPrimopiano

Messina, la fotografia della povertà secondo la Caritas: allarme su lavoro, istruzione, casa e nuove fragilità

È un quadro severo quello che emerge dal nuovo Report sulla Povertà della Caritas Diocesana di Messina, presentato questa mattina in conferenza stampa. Un documento articolato, che analizza condizioni sociali, economiche e demografiche della città, restituendo l’immagine di un territorio segnato da criticità profonde e trasversali.

I dati mostrano una città caratterizzata da bassa occupazione, lavoro povero, alti tassi di inattività – soprattutto giovanile e femminile – bassi livelli di istruzione e servizi sociali e sanitari insufficienti. Le differenze tra quartieri sono marcate: la III circoscrizione è l’area più fragile sotto il profilo economico e sociale, mentre la IV presenta indicatori migliori. Ma, come evidenziato dalla Caritas, “le povertà non si possono circoscrivere”: attraversano l’intero territorio comunale.

Il tasso di occupazione tra i 20 e i 64 anni si ferma al 52,6%, e oltre il 40% dei contribuenti dichiara meno di 15mila euro l’anno. Il tasso di disoccupazione raggiunge il 14,6%, con picchi sempre nelle prime tre circoscrizioni. Ancora più allarmante il dato sugli inattivi: a Messina sono 59mila, più degli occupati. Le donne sono le più colpite, con un tasso di inattività del 51,3%.

Sul fronte educativo, la dispersione resta un’emergenza: quasi 15 giovani su 100 tra i 18 e i 24 anni lasciano precocemente gli studi, con punte del 20% nella III circoscrizione. Il fenomeno dei Neet resta altissimo: 28 su 100, dai 25 della IV ai 33 della III circoscrizione.

La Caritas sottolinea anche la precarietà abitativa: il 34,3% delle famiglie non è proprietario della casa in cui vive, quota che sale oltre il 41% nella III circoscrizione. Gli anziani soli non proprietari rappresentano quasi il 9% della popolazione over 67.

Il report analizza inoltre gli effetti della transizione dal Reddito di cittadinanza all’Assegno di Inclusione. I beneficiari sono drasticamente diminuiti (da 17.298 a 6.652), non per una riduzione della povertà, ma per criteri più selettivi che rischiano di lasciare fuori adulti poveri senza “requisiti familiari” ritenuti idonei.

Spazio anche a fenomeni emergenti come il gioco d’azzardo: la provincia di Messina, seppur in calo rispetto al 2023, resta tra le prime in Italia per spesa pro capite. Preoccupanti i dati raccolti nelle scuole: oltre il 68% degli studenti ha giocato almeno una volta, con segnali di rischio già presenti in età adolescenziale.

La Caritas dedica attenzione anche alle persone senza dimora – circa un centinaio – e ai minori stranieri non accompagnati: 805 arrivi nel 2023, 227 nel 2025 fino a settembre. Non manca un approfondimento sull’imprenditoria straniera, risorsa in crescita ma spesso avviata con soli risparmi personali e supporto informale della comunità.

Dal report emerge un appello chiaro: Messina ha bisogno di politiche integrate, di interventi strutturali, di alleanze tra istituzioni, scuole, terzo settore e comunità. Perché – come ricordato stamattina dalla Caritas – “la povertà è complessa, interconnessa e non può essere affrontata con misure parziali”.

Fortunato Marino
Fortunato Marino
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