15 Ottobre 2025Fortunato MarinoAttualità e Politica, Primopiano

Messina e i poteri speciali per il risanamento: corsa contro il tempo per evitare lo stop

La città dello Stretto è di fronte a un crocevia decisivo per il proprio futuro: i poteri speciali per il risanamento, assegnati con una legge nazionale approvata dal Parlamento, stanno per scadere, e ad oggi non si registra alcun intervento istituzionale concreto per una loro proroga.

Il rischio è reale: bloccare un processo storico e atteso da decenni, quello dello sbaraccamento e della restituzione di dignità a interi quartieri popolari segnati da degrado, marginalità e abbandono. Se non arriverà a breve un provvedimento – presumibilmente un decreto o un emendamento parlamentare – il lavoro della Struttura commissariale per il risanamento potrebbe fermarsi, lasciando sospesi fondi, progetti e soprattutto le attese di centinaia di famiglie.

Una legge speciale per un’emergenza unica

Il Parlamento ha riconosciuto nel 2021 – attraverso l’approvazione della Legge 160/2019 e successivi provvedimenti – che la situazione delle baraccopoli di Messina costituisce un’emergenza nazionale, unica nel suo genere per dimensione e durata. Da qui la decisione di nominare un Commissario straordinario con poteri speciali per avviare un’azione più rapida ed efficace, sganciata dai tempi della burocrazia ordinaria.

Grazie a questa cornice normativa, Messina ha potuto contare su risorse finanziarie dedicate, già erogate o programmate, pari a centinaia di milioni di euro per l’acquisto di immobili, la demolizione delle baracche, la bonifica delle aree occupate e la costruzione di nuovi alloggi popolari.

I risultati della struttura commissariale

Ad oggi, il lavoro della struttura commissariale ha prodotto risultati tangibili: sono state sgomberate e abbattute intere porzioni di baraccopoli, in particolare nelle aree di Fondo Fucile, via Bonsignore, via Macello Vecchio e Camaro Sottomontagna, Annunziata. Sono stati acquistati o programmati centinaia di alloggi, da destinare alla ricollocazione delle famiglie. È stato avviato un percorso di accompagnamento sociale per le persone fragili, al fine di garantire un passaggio dignitoso e sostenibile verso nuove forme di abitazione. Sono in fase di definizione le bonifiche ambientali nelle aree liberate, per restituire alla città interi spazi abbandonati da decenni. Un lavoro che, per quanto ancora parziale rispetto all’enorme eredità di degrado accumulata, rappresenta la più significativa azione di risanamento urbana degli ultimi 50 anni.

Il pericolo della paralisi

Il problema, oggi, è la scadenza dei poteri speciali: senza una proroga immediata, il Commissario – e con lui tutta la struttura – perderà ogni potere operativo. Non si potranno firmare atti, acquisire immobili, indire gare, stipulare contratti o gestire risorse.

In gioco non ci sono solo le procedure, ma soprattutto la credibilità delle istituzioni e il destino di migliaia di persone, ancora in attesa di un alloggio, molte delle quali vivono in condizioni igienico-sanitarie precarie, in baracche costruite dopo il terremoto del 1908.

L’appello alla politica

Ora l’appello è rivolto al Governo e al Parlamento, affinché intervengano con urgenza per prorogare i poteri commissariali almeno fino al completamento degli obiettivi previsti dal piano di risanamento. Diversi rappresentanti istituzionali locali, in questi giorni anche diversi consiglieri comunali facendo seguito pure ad un atto di indirizzo approvato in aula, hanno sollevato la questione e chiedono l’intervento immediato del sindaco Federico Basile. Serve un atto formale che scongiuri l’interruzione del percorso in atto.

Messina non può permettersi un passo indietro. L’attenzione mostrata dallo Stato in questi anni ha segnato un cambio di passo storico, ma la sfida è ancora lontana dall’essere vinta. Senza poteri speciali, senza continuità, si rischia di trasformare una grande occasione in una promessa tradita.

Fortunato Marino
Fortunato Marino
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