Messina arretra nella classifica di Legambiente: dal 68° all’85° posto in un anno
Dopo il balzo in avanti dello scorso anno, arriva una brusca frenata per Messina nella classifica Ecosistema Urbano 2024, l’annuale rapporto stilato da Legambiente in collaborazione con Il Sole 24 Ore e Ambiente Italia. La città scivola dal 68esimo all’85esimo posto tra i 106 capoluoghi italiani analizzati, perdendo ben 17 posizioni e segnando un evidente passo indietro nelle performance ambientali.
Il rapporto, che fotografa lo stato di salute ecologica delle città italiane, valuta 19 indicatori suddivisi in sei macro-aree: qualità dell’aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia. A Messina, i dati non sorridono: secondo Legambiente, la transizione ecologica è ancora “troppo lenta” e, in alcuni ambiti, sembra addirittura arrestarsi.
I punti deboli: verde, ciclabili e rete idrica
Tra le note dolenti, spiccano il consumo idrico (90° posto) e la dispersione della rete (80°), sintomo di un sistema infrastrutturale inefficiente e bisognoso di interventi urgenti. Gravissima la carenza di infrastrutture verdi: Messina si colloca al 94° posto per numero di alberi in area urbana e addirittura al 105° per verde totale disponibile per abitante. Malissimo anche la mobilità dolce: la città è solo 94ª per lunghezza delle piste ciclabili.
Il trasporto pubblico tiene a galla la classifica
A evitare un crollo peggiore è il trasporto pubblico, uno dei pochi settori in cui la città ottiene risultati discreti: 25° posto per l’offerta complessiva del servizio e 26° per numero di passeggeri. In positivo anche il dato sulle isole pedonali (45°), l’uso efficiente del suolo (26°) e il solare pubblico (40°), che indicano segnali di attenzione, seppur isolati, verso una gestione urbana più sostenibile.
La metodologia: dati aggiornati al 2024
La classifica si basa sui dati forniti dai Comuni e da enti terzi. In particolare, per l’edizione 2024, Legambiente ha utilizzato informazioni aggiornate a quest’anno, fatta eccezione per alcune fonti: il verde urbano è stato rilevato da Istat (2023), i dati sul parco auto arrivano dall’Aci (2024), quelli sull’uso del suolo da Ispra (2024) e la qualità dell’aria dal report Mal’Aria, elaborato su dati delle Arpa regionali.
Una chiamata all’azione per la politica locale
Il peggioramento registrato quest’anno rappresenta un campanello d’allarme per l’amministrazione e per l’intera comunità messinese. Il dato è chiaro: senza un deciso cambio di rotta, Messina rischia di perdere terreno su temi cruciali come la sostenibilità, la qualità della vita urbana e la resilienza climatica. Serve una strategia più ambiziosa, coordinata e costante, capace di trasformare gli obiettivi ambientali in risultati concreti.
Ecosistema Urbano non è solo una classifica, ma uno strumento di valutazione utile per orientare le politiche locali verso un futuro più verde e vivibile. Messina, oggi, non può più permettersi di restare indietro.








