24 Settembre 2026 • Redazione • Attualità e Politica

Merì, chiude la guardia Medica. La denuncia: “Si nega servizio essenziale”

Un intero comune privato del suo unico presidio sanitario essenziale, costretto a fare i conti con l’abbandono istituzionale in una realtà a forte prevalenza di popolazione anziana e spesso priva di reti familiari di supporto. È quanto emerge dalla dura denuncia formale presentata da Rosario Duca, residente a Merì, indirizzata ai vertici dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina, al Prefetto di Messina, al Ministero della Salute, all’Assessore alla sanità della Regione Siciliana e agli organi di stampa. Il documento mette in luce una situazione drammatica in cui si trovano i cittadini da qualche mese, svegliatisi con la cancellazione della continuità assistenziale locale a fronte di ingenti investimenti passati per garantire una struttura idonea. Le autorità competenti avrebbero giustificato il provvedimento basandosi sulla vicinanza geografica con la città di Barcellona Pozzo di Gotto, una motivazione definita dal denunciante “perniciosa e assurda” poiché ignora le reali difficoltà di soggetti fragili impossibilitati a spostarsi autonomamente durante le ore notturne o i giorni festivi in caso di malore. Nella sua formale protesta, Duca richiama esplicitamente i principi fondamentali della democrazia e dei diritti civili, citando l’Articolo 32 della Costituzione italiana, che tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività, e l’Articolo 25 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani sul diritto a un tenore di vita sufficiente a garantire il benessere medico. La cittadinanza chiede ora risposte immediate e il ripristino di quel punto di riferimento indispensabile che permetteva alla popolazione più anziana di vivere con la dovuta serenità la propria vecchiaia.

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