Maxi frode sui fondi agricoli UE: misure cautelari e sequestri per oltre 360mila euro
Un’articolata frode ai danni dell’Unione Europea nel settore agricolo è stata smantellata grazie a un’azione congiunta tra la Procura Europea (EPPO) e i Carabinieri per la Tutela Agroalimentare di Salerno e Messina. L’indagine, denominata “Exodus”, ha fatto emergere un presunto sistema illecito finalizzato all’ottenimento fraudolento di contributi comunitari.
L’inchiesta ha preso avvio dall’anomala migrazione di fascicoli aziendali dai Centri di Assistenza Agricola siciliani verso strutture situate nelle province di Salerno e Latina, uno spostamento ritenuto sospetto e probabilmente mirato a eludere i controlli delle autorità competenti.
Su richiesta della Procura Europea – Ufficio dei Procuratori Europei delegati per la Sicilia, con sede a Palermo, l’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Messina ha disposto sei misure cautelari nei confronti di altrettanti imprenditori agricoli siciliani. Nel dettaglio: un arresto domiciliare con braccialetto elettronico, un obbligo di dimora e quattro divieti di esercitare attività d’impresa connesse alla richiesta di fondi comunitari o statali, oltre al divieto di ricoprire incarichi direttivi in società per un anno.
Contestualmente è stato eseguito un sequestro preventivo fino a 361.283,97 euro, comprendente titoli PAC Agea, beni equivalenti e altri patrimoni riconducibili agli indagati. Tra i beni sottoposti a vincolo figurano circa 60mila euro in titoli PAC, altrettanti su conti correnti e conti titoli, due terreni agricoli in provincia di Messina e due appartamenti nel Catanese.
Secondo l’ipotesi accusatoria, i reati contestati – associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata per il conseguimento di fondi UE e autoriciclaggio – avrebbero fruttato ulteriori 1.468.839 euro tra il 2018 e il 2022, attraverso la creazione di numerose società fittizie.
Le indagini hanno ricostruito un complesso sistema basato sulla costituzione di aziende agricole inesistenti o formalmente intestate a prestanome, sull’acquisizione fraudolenta di titoli PAC dalla Riserva Nazionale e sull’inserimento di terreni inesistenti o falsamente dichiarati come usucapiti. I proventi illeciti sarebbero poi stati trasferiti tra diversi conti societari o reinvestiti, anche tramite aste pubbliche, per ostacolarne la tracciabilità.
Nel corso dell’operazione sono state inoltre notificate informazioni di garanzia a 22 persone. L’azione investigativa, fondata sull’analisi delle consistenze aziendali, sulla ricostruzione dei rapporti societari e sul monitoraggio dei trasferimenti di denaro e titoli di pagamento, ha consentito di disarticolare il presunto sodalizio.
L’operazione conferma l’impegno dei Carabinieri per la Tutela Agroalimentare, specialità dell’Arma alle dipendenze funzionali del Ministro dell’Agricoltura, nel contrasto alle frodi sui fondi europei e nella tutela degli imprenditori agricoli onesti, oltre a evidenziare il ruolo centrale della Procura Europea nel coordinamento delle indagini contro i reati che ledono il bilancio dell’Unione.








