31 Gennaio 2026Fortunato MarinoAttualità e Politica

Maltempo e ricostruzione, l’Assemblea No Ponte: “Basta passerelle”

È un intervento duro e articolato quello diffuso dall’Assemblea No Ponte, che torna a farsi sentire dopo i gravi danni provocati dal maltempo lungo le coste siciliane e calabresi. Secondo il movimento, la violenza con cui le onde hanno colpito i litorali ha messo in ginocchio intere comunità, lasciando dietro di sé distruzione, paura e un territorio ancora una volta fragile e impreparato.

A fronte dell’emergenza, denuncia l’Assemblea, alle immagini delle mareggiate si sono rapidamente affiancate le “passerelle dei politici”, senza che però a queste siano seguite azioni concrete e adeguate. I primi stanziamenti annunciati vengono definiti insufficienti, più simili a un’umiliazione che a un reale sostegno per le popolazioni colpite. Sul campo, sottolinea il movimento, a fare la differenza sono stati soprattutto i volontari e le volontarie, in gran parte giovani, che si sono rimboccati le maniche per aiutare chi era in difficoltà e prendersi cura dei luoghi in cui vivono.

A pochi giorni di distanza dal disastro costiero, le immagini della frana di Niscemi hanno riportato al centro il tema della messa in sicurezza del territorio. Un evento che, secondo gli abitanti, rappresenta l’ennesimo “disastro annunciato”, frutto di anni di mancati interventi strutturali nonostante segnali evidenti di criticità già emersi in passato.

In questo contesto, l’Assemblea No Ponte definisce paradossale – ma non sorprendente – che dal Governo siano arrivate, nelle stesse ore, conferme sull’intenzione di proseguire con il progetto del ponte sullo Stretto di Messina. La nomina di Pietro Ciucci come commissario e le modifiche alle prerogative della Corte dei Conti vengono lette come l’ennesima dimostrazione di una risposta politica fondata su commissariamenti, accentramento del potere e decisioni calate dall’alto.

Secondo il movimento, si tratta di un modello ormai consolidato: tutto viene ricondotto all’emergenza e giustificato attraverso deroghe continue, escludendo sia i processi istituzionali di controllo sia la partecipazione diretta delle comunità locali. Un approccio che l’Assemblea No Ponte rifiuta apertamente, respingendo l’idea che la velocità decisionale debba necessariamente sacrificare il confronto e la partecipazione democratica.

Nel mirino finiscono anche le risorse economiche destinate a grandi opere considerate inutili e dannose. L’Assemblea ribadisce la propria storica opposizione al ponte sullo Stretto, ricordando come già dopo le alluvioni di Giampilieri e Scaletta Zanclea fosse stata avanzata la richiesta di destinare quei fondi alla messa in sicurezza del territorio. In questi giorni anche l’Assemblea regionale siciliana ha approvato un ordine del giorno per chiedere la restituzione alla Regione di oltre cinque miliardi di euro di Fondi di sviluppo e coesione utilizzati per il ponte, ma secondo il movimento si tratta di un atto destinato a restare senza effetti concreti.

La fiducia nella classe politica viene definita ai minimi storici. Per l’Assemblea No Ponte, il consenso intorno al progetto del ponte è ormai crollato anche tra i partiti e non esistono più le condizioni politiche per portare avanti un’opera percepita come uno spreco di denaro pubblico. Da qui la richiesta netta: chiudere la Stretto di Messina Spa e accantonare definitivamente l’idea dell’attraversamento stabile.

La parola chiave, conclude l’intervento, è ricostruzione: una ricostruzione che deve partire subito, con risorse adeguate, ma soprattutto con la partecipazione delle comunità, evitando di ripetere gli errori del passato. In un territorio fragile, reso ancora più vulnerabile dall’azione umana e dal cambiamento climatico, la risposta non può essere l’emergenza permanente. Serve rispetto per la natura, competenze scientifiche, saperi locali e una visione ecosistemica che tenga insieme ambiente e comunità. Diversamente, avverte l’Assemblea No Ponte, il rischio è quello di ritrovarsi di fronte all’ennesimo disastro annunciato.

Fortunato Marino
Fortunato Marino
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