Mafia a Messina, oltre ai clan storici adesso ci sono pure i “nigeriani”
A Messina le organizzazioni criminali confermano la loro strutturazione territoriale tradizionale suddivisa in quattro aree geografiche. A dirlo è la relazione semastrale della Direzione Investigativa Antimafia. Giostra, Mangialupi, Lo Duca-Provinciale e Spartà-Santa Lucia sopra Contesse, con il controllo sovraordinato della cellula catanese legata storicamente ai Santapaola, sono i quattro clan che si spartiscono il potere mafioso. In Provincia resta salva l’egemonia di cosa nostra barcellonese in un versante e i gruppi mafiosi tortoriciani sui Nebrodi, e poi la famiglia di Mistretta legata al mandamento palermitano di San Mauro Castelverde. Nella zona jonica la criminalità organizzata fa riferimento al gruppo dei Cintorino, che risponde al clan Cappello di Catania. Ma rispetto al passato si segnala una novità che riguarda la città dello Stretto con la presenza di elementi di spicco della mafia nigeriana. Una mafia che a Messina, nel tempo, oltre a consolidare gli affari prodotti dal traffico di stupefacente, si è anche specializzata nel fenomeno della corruzione nel settore degli appalti pubblici e nelle procedure di accesso a fondi pubblici che vede coinvolti imprenditori, funzionari pubblici e, a volte, esponenti della stessa criminalità organizzata. A conferma di ciò, nel semestre preso in considerazione, una indagine condotta dalla Dia si è conclusa con l’arresto di 4 soggetti ritenuti responsabili in concorso di turbata libertà degli incanti nell’ambito di una gara d’appalto riguardante il Consorzio per le Autostrade Siciliane. In particolare, nel corso del 2020, gli indagati hanno posto in essere condotte finalizzate a turbare il procedimento di formazione del bando di gara riguardante l’espletamento del ‘…servizio di presidio antincendio…nelle gallerie della rete” autostradale “A18 Messina-Catania e A20 Messina-Palermo”.








