Licenziamento di 5 autisti apprendisti. Atm perde in Tribunale. Intervento dei sindacati

Nella battaglia legale avviata da un gruppo di autisti apprendisti di Atm contro l’azienda, per la mancata trasformazione del Contratto di formazione in contratto a tempo indeterminato, il primo round va ai lavoratori.

Il Tribunale del lavoro ha dichiarato la nullità del contratto di apprendistato professionalizzate, perché applicato a un soggetto già formato in altre aziende, ed ha ordinato la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato dal primo giorno dell’assunzione. Purtroppo, in virtù del Jobs Act che per gli assunti dopo il 2015 prevede il licenziamento senza giusta causa – denunciano le sigle sindacali Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Orsa – l’azienda potrà evitare di riassumere il lavoratore limitandosi a corrispondere il cospicuo risarcimento disposto dal Tribunale. Il Giudice ha sentenziato che al lavoratore in questione va riconosciuto l’intero premio di risultato maturato nel corso del rapporto, perché, vista la pregressa formazione in altre aziende, il ricorrente doveva essere equiparato a un dipendente a tempo indeterminato e fruire dell’intero premio, senza la limitazione prevista per gli apprendisti.

“Si conferma che le “regole” imposte con supponenza nel “feudo” ATM – denunciano ancora i sindacati – risultano illegittime quando si confrontano con la Legge ufficiale che tiene conto delle tutele, dei diritti, e della dignità dei lavoratori, principi sistematicamente calpestati, spesso impunemente, da questo management aziendale.”

“In buona sostanza ATM SpA ha applicato, in modo illegittimo, il contratto di formazione a lavoratori già formati, mettendoli alla guida da soli, sin dai primi giorni, alla stessa stregua dei conducenti anziani ma pagandoli come apprendisti e fruendo delle agevolazioni fiscali e contributive previste dalla Legge e alla fine del contratto di formazione ne ha mandati a casa 5 senza addurre alcuna motivazione. Considerato che dopo la mancata trasformazione dei 5 contratti in rapporto a tempo indeterminato, l’azienda ha predisposto l’assunzione di altri apprendisti, si evince che ATM SpA ha sfruttato per tre anni le agevolazioni per la formazione, ha poi glissato l’assunzione a tempo indeterminato ed ha ripreso ad assumere apprendisti fruendo ancora di agevolazioni pagate con soldi pubblici. Un gioco delle tre carte smascherato dal Tribunale del Lavoro che nella sentenza ha disposto spese di oltre 20.000 euro a carico della soccombente ATM SpA.” I sindacati, alla luce della sentenza del Tribunale del lavoro, chiedono un intervento da parte del sindaco Federico Basile.

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