7 Giugno 2022Fortunato MarinoCultura ed Eventi

La storia di Omayma diventa un cortometraggio

Un film dedicato alla storia di Omayma, la mediatrice culturale tunisina, immigrata in Italia e mamma di quattro figlie, uccisa dal marito nel settembre 2015 a Messina, all’età di appena 34 anni. Un fatto di cronaca che ora diventa un progetto cinamatografico che unisce in modo significativo e profondo i temi del femminicidio e dell’immigrazione.

Sono iniziate ieri le riprese del cortometraggio “Omayma – Orme del tempo” scritto da Paolo Pintacuda e Fabio Schifilliti, che cura la regia, e sarà girato a Messina (tra il lago di Ganzirri e il porto) e nella suggestiva medina di Mazara del Vallo, nel trapanese: “Sono sempre stato attratto da storie che riguardano il turbinio dell’animo umano – spiega il regista – quella di Omayma merita di essere raccontata perché può fare da esempio. La donna è stata ammazzata, tra le altre cose, perché aveva partorito quattro femmine invece il marito, integralista e violento, voleva un figlio maschio: dopo averla colpita a morte con un bastone, nella loro casa di Sperone, ha preso le 4 figlie, la più grande di 13 e la più piccola di 2 anni e le ha portate con sé al commissariato Messina Nord, lì dove lei lavorava, per costituirsi. Nel 2017 è stato condannato all’ergastolo dalla Corte d’Assise di Messina.

Ad interpretare la protagonista sarà la nota attrice tunisina Mariam Al Ferjani.

La produzione è dell’associazione Arknoah, guidata da Francesco Torre, che lavorerà in coproduzione con Freak Factory di Roma e Life Solution di Messina; il corto è patrocinato da Regione Siciliana – Ass. Turismo “Sicilia Film Commission”, Università di Messina, Notariato Nazionale, Città Metropolitana di Messina, Comune di Mazara del Vallo, Fondazione San Vito di Mazara del Vallo, Messina Film Commission, Autorità di sistema portuale dello Stretto, Atm, BluJet, Gazzetta del Sud, Lions Messina e Mangiatorella.

Domani (mercoledì 8 giugno) le riprese proseguiranno al terminal aliscafi, accanto alla Stazione marittima di Messina: chiunque voglia fare la comparsa – fanno sapere dalla produzione – può presentarsi liberamente ma deve essere “pendolare” e indossare abiti colorati, con un piccolo bagaglio o zaino.

Fortunato Marino
Fortunato Marino
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