27 Gennaio 2026 • Eduardo Abramo • Attualità e Politica

La “Servizi Sociali Peloritani” torna in aula il 30 gennaio. La Uil: “Garanzie e tutele per i lavoratori del settore”

La Uil e la Uil Fpl reiterano al sindaco Basile la richiesta di incontro per conoscere i suoi intendimenti politico-amministrativi in merito alle prospettive degli 800 lavoratori dei servizi sociali. “Non sia macelleria sociale”

MESSINA. “Il prossimo 30 gennaio è stato convocato il Consiglio metropolitano di Messina per discutere in merito alla costituzione dell’azienda speciale Servizi sociali Peloritani. Si tratta di una vicenda che investe le prospettive e il futuro occupazionale di circa 800 lavoratori, alcuni con oltre 20 anni di precariato, che, con impegno e dedizione, garantiscono i servizi di trasporto, l’igienico sanitario ed asacom. Nelle settimane scorse abbiamo organizzato un riuscitissimo e partecipato sit-in presso Palazzo dei Leoni per chiedere garanzie e tutele occupazionali per tutti gli 800 lavoratori che, in mancanza di concreti impegni amministrativi, rischiano di finire nel lastrico”. A pochi giorni dal nuovo dibattito nell’Aula di Palazzo dei Leoni Ivan Tripodi, segretario generale Uil Messina, e Livio Andronico, segretario generale Uil Fpl Messina, intervengono con decisione sulla prospettiva di costituire la nuova società. Lo scorso 12 gennaio i rappresentanti del sindacato manifestarono davanti all’ex provincia con un sit-in.

Oggi si torna sugli stessi temi. “Il sindaco metropolitano Basile – ricorda la Uil – aveva convocato un incontro con le organizzazioni sindacali che, a causa dell’allerta meteo della scorsa settimana, è stato rinviato a data da destinarsi. Tenuto conto che non sono ammesse distrazioni o perdite di tempo che rischiano di penalizzare i lavoratori e preso atto dell’imminente discussione nel Consiglio metropolitano, la Uil e la Uil Fpl reiterano al sindaco Basile la richiesta di incontro per conoscere, con assoluta chiarezza, i suoi intendimenti politico-amministrativi in merito alle prospettive degli 800 lavoratori dei servizi sociali che non possono assolutamente trasformarsi in macelleria sociale. E’ del tutto ovvio che siamo pronti a rilanciare la mobilitazione per ribadire la necessità di garantire il futuro occupazionale di tutti i lavoratori, nessuno escluso, dei servizi sociali della Città metropolitana”.

Eduardo Abramo
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