16 Marzo 2026RedazioneAttualità e Politica

La lettera aperta: “Ma era davvero necessario tagliare migliaia di alberi in autostrada? “

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di un cittadino che solleva la questione del taglio indisciminato di alberi lungo i percorsi delle autostrade siciliane. “Un patrimonio naturale abbattuto. Quali valutazioni sono state fatte?”

“Mi chiamo Vincenzo Jannuzzi, risiedo a Messina e per motivi lavorativi sono quasi giornalmente utente delle autostrade Messina – Catania e Messina – Palermo. In questi ultimi mesi ho assistito al taglio massivo di alberi ad alto fusto lungo tutto il percorso della A20, sulla tangenziale di Messina e anche sulla Messina – Catania. Si tratta di un vero scempio che riguarda decine di migliaia di pini che hanno 60/70 anni. Questo intervento è stato deliberato con il decreto dirigenziale n. 440 del 30/08/2024 dal CAS, finanziato con 3.065.199,12 e motivato da “rilevata la necessità di un intervento massivo per eliminare potenziali pericoli a persone o cose a causa della presenza di alberi incombenti sulle carreggiate” e a seguito di richieste in tal senso da parte di alcuni Comuni e proprietari di immobili limitrofi alle autostrade.
È incredibile che il consorzio autostradale con endemici problemi amministrativi e che non riesce a garantire una efficiente stato della rete autostradale gestita abbia stanziato più di 3.000.000 di euro con diecine di squadre e grandi mezzi meccanici non al fine di riparare le buche ma quello di privare tutti di un grande patrimonio.
Ci possono sicuramente essere degli alberi ammalati o che rappresentino un pericolo per eventuali crolli e che pertanto vadano tagliati, ma non tutti gli alberi come decretato dal consorzio anche in presenza di piante sane e perfettamente diritte. Inoltre prima di procedere all’abbattimento di un solo albero di alto fusto è necessaria una perizia Co, le prove di stabilità e le prove di trazione redatta da un tecnico abilitato.
Nel decreto del consorzio a firma del presidente dott. Calogero Franco Fazio si afferma che è stato affidato ad un professionista agronomo non specificato il 04/03/24 l’incarico per i rilievi di tutte le alberature dei 200 km e che questo professionista abbia trasmesso i dati della sua relazione il 29/04/2024 (Prot. CAS N.11360). La perizia riguarda ogni singolo albero?
Per gli amministratori del consorzio gli alberi rappresentano un “potenziale pericolo a persone e cose” e questa affermazione  è sufficiente per eliminare alberi di 70 anni dalle mezzerie delle carreggiate, dai costoni (con gravi rischi di smottamenti del terreno), dagli svincoli e persino dalle piazzole di sosta (adesso si può sostare al sole). Se così fosse non dovremmo avere più viali alberati, piazze, parchi e giardini.
Seguendo lo stesso modo di ragionare se cade un cornicione o anzi siccome c’è la possibilità che cada un cornicione è indispensabile abbattere tutti i palazzi. Per quanto riguarda le autovetture, seguendo la logica del decreto, non dovrebbero circolare perché possono provocare incidenti mortali. Gli alberi possono cadere e provocare anche danni ma ritengo che invece di tagliarli tutti si possa stipulare un’assicurazione come per le vetture. Quanti incidenti mortali ci sono stati in autostrada dall’apertura ad oggi e quanti morti a causa della caduta di alberi?
Ricordo che gli alberi di alto fusto sono patrimonio di tutta la comunità e servono a:
Evitare frane e dissesti geologici
Ci danno l’aria che respiriamo
In estate diminuiscono di almeno 10 gradi la temperatura
Sono sicuramente un bene paesagistico da preservare
Assorbono gli inquinanti
Sono l’abitat naturale per uccelli ed altri animali

Inoltre la sentenza del Tribunale civile di Torino del 30 maggio 2024  ha stabilito un precedente giuridico rilevante:
gli alberi non sono arredo, non sono variabili sacrificabili, non sono di proprietà di un ente, non sono un dettaglio tecnico. Sono infrastrutture ambientali essenziali, direttamente connesse al diritto alla salute.
Pertanto, Dottor Fazio la invito formalmente ad intervenire ed interrompere cautelativamente quanto sta accadendo in modo da preservare quel poco che ancora rimane”.
Vincenzo Jannuzzi 

Redazione
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